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Asl Santa Rosa, collettivo Codice Rosso: “Quali sono i servizi garantiti?” Breaking news, Dibattito politico

Riceviamo e pubblichiamo dal collettivo Codice Rosso di via del Leone, Firenze:

“In data 10 ottobre l’assessore al diritto alla salute, welfare e sport Stefania Saccardi, insieme all’assessore a welfare e sanità Sara Funaro e al direttore generale dell’Azienda sanitaria Toscana Paolo Morello Marchese presentano un progetto di ristrutturazione e rinnovazione del presidio sanitario di Santa Rosa e dell’ex ospedale San Giovanni di Dio, facendosi vanto di portare avanti un’iniziativa virtuosa per la salute pubblica fiorentina e rassicurando la cittadinanza sulla garanzia dei servizi pubblici. Ci sentiamo tuttavia poco rassicurati dal tono entusiastico riguardo ad un progetto di ristrutturazione che rappresenta il minimo necessario per il mantenimento di un presidio sanitario. Inoltre i dubbi da chiarire sono molti, soprattutto per quanto riguarda i servizi che verranno erogati dopo questo “maxi investimento”: da una comparazione tra i servizi in essere al 2017 e quelli previsti all’interno del piano risulta evidente una tendenza al ribasso più che all’implementazione. È vergognoso che per un presidio che copre un’area così vasta come è quello di Santa Rosa, inserito all’interno di un territorio composto da numerosissimi abitanti anziani, non siano previsti servizi come geriatria e fisiatria. Inoltre appare contraddittorio che l’azienda sanitaria, promotrice di una politica di prevenzione, decida di escludere proprio quei servizi che la favorirebbero, come consultori ostetrico-ginecologici e pediatrico-vaccinali, assenti dal percorso di rinnovazione. Il colmo è che tutti questi servizi facevano già parte del presidio di santa rosa e, anno dopo anno, sono stati smantellati. Uno dei motivi di vanto dell’operazione è il trasferimento degli uffici dell’assessorato dalla struttura privata di via Taddeo Alderotti per i quali fino ad ora veniva pagato un ingente affitto. È paradossale che una manovra  che risulta dovuta, cioè quella di utilizzare uno dei tanti immobili vuoti di proprietà della Regione Toscana, quale è San Giovanni di Dio, al fine di un risparmio per le casse dell’amministrazione pubblica e di salvaguardia degli spazi di Santa Rosa, venga usata come miele per indorare l’amara pillola: un lavoro insufficiente, al termine del quale, nonostante tutto, si troveranno spazi all’interno dell’Asl di Santa Rosa occupati da uffici, aziendali e non. In un clima di enorme sfiducia nelle istituzioni, viste le modalità di amministrazione, questo progetto nasconde la stessa carenza di attenzione verso i reali bisogni dei cittadini: è imprescindibile che venga espresso con la massima chiarezza quali servizi saranno garantiti e verso quale tipo di politica sanitaria si sta muovendo l’Azienda. Per ottemperare almeno in parte a ciò che la stessa Regione Toscana aveva stabilito come necessario, l’unico legittimo e doveroso investimento è quello di trasformare Santa Rosa in un presidio a dotazione completa, per i cittadini di tutto il centro storico e dell’Oltrarno.

Firmato: Collettivo Codice Rosso  Occupazione via del Leone Firenze

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