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Soggetto unico della cultura, prudenza del Consiglio Cronaca, Cultura

Per quanto riguarda la creazione dell'ormai famosa e preannunciata Fondazione unica della cultura del Comune di Firenze, la maggioranza approva una mozione firmata Spini-De Zordo per l'allargamento della commissione cultura ai capigruppo. Per far cosa? Per mettere sul piatto la natura reale del soggetto unico della cultura. Un vero e proprio alt al proposito di creare questo nuovo organismo attraverso una delibera di giunta: "almeno questo fantomatico progetto dovrà passare dal vaglio delle commissioni che sono pubbliche e permettono un dibattito con posizioni diverse….almeno questo..” commenta la capogruppo De Zordo. Perché il vero problema che si è toccato con mano in aula consiliare è il terrore che tutta la questione del soggetto unico della cultura diventi un' altra creatura “mangiatutto”, ma soprattutto una struttura "parallela" sottratta al controllo democratico di giunta e consiglio. Con riferimenti anche espliciti a altri soggetti consimili.

Il nocciolo della questione è stato toccato con chiarezza dal consigliere comunale Valdo Spini: "Vorrei dire subito che sarei contrario ad ogni forma di esternalizzazzione di fatto dell'assessorato alla cultura". E' stato l'incipit dell'intervento di Spini, che aggiunge: " Un conto è dotare l'assessorato alla cultura di capacità e di strutture manageriali il che è giusto ed auspicabile, un altro conto è creare una struttura parallela all'assessorato stesso che esautorerebbe il controllo democratico della giunta e del consiglio. Chiedo – conclude Spini- la formazione di una commissione consiliare speciale che possa esercitare una funzione di consulenza dell'assessore prima che venga formalizzata una delibera in materia".
Una commissione speciale che poi, con le ampie assicurazioni che sono state fornite sia a Spini che a De Zordo, si è trasformata in un semplice allargamento della commissione cultura a tutti i capigruppo. “Il punto è politico – conclude Spini – ed è un punto di grande rilievo”.

Ma di cosa si tratta? Secondo quanto illustrato dall'assessore alla cultura del Comune di Firenze Sergio Givone, la giunta ha intenzione di riorganizzare completamente il settore: da un lato con l’affidamento a un soggetto unico dei servizi attualmente svolti dall’amministrazione e dall’altro con una ‘cabina di regia’ unica per tutte le altre attività culturali presenti in città. 
Ed ecco le linee guida presentate in consiglio comunale: l'idea lanciata da Renzi è sfociata, nel corso dei lavori svolti dagli uffici comunali preposti, in un progetto a tappe.  Si partirebbe con la riorganizzazione delle attività e dei servizi culturali che attualmente sono gestiti in forma diretta dall’ Amministrazione (archivi, musei, biblioteche): il Comune potrà procedere alla gestione di tali servizi o attraverso la riqualificazione di un soggetto giuridico esistente o attraverso l’affidamento dei servizi in questione ad un soggetto esterno all’amministrazione scelto tramite procedura di evidenza pubblica. In linea di massima si ritiene di dover valutare prioritariamente la prima ipotesi. Allo stesso soggetto potrà poi essere affidata la gestione delle infrastrutture culturali in corso di realizzazione o di acquisizione in proprietà da parte dello Stato (Parco della Musica, Forte Belvedere, caserma Tannini). Una particolare attenzione dovrà essere dedicata alla valutazione delle modalità di gestione del Nuovo Parco della musica, a causa della sua oggettiva complessità e dei costi.

Per quanto riguarda infine la riorganizzazione delle attività culturali prodotte da enti e/o soggetti giuridici che vedono la partecipazione a vario titolo dell’amministrazione insieme ad altri soggetti pubblici o privati, il Comune potrà puntare a costituire una ‘cabina di regia’ che consenta di ottenere una razionalizzazione del sistema e una riduzione dei costi. Il dubbio espresso dalle opposizioni rimane tutto intero: in tutta questa riorganizzazione cosa "c'azzecca" il residuo assessorato alla cultura o la commissione culturale del consiglio? E la giunta stessa, in che ruolo di pone? 

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