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Assegnate a Costa Crociere e Grimaldi Lines le “bandiere nere” di Legambiente Cronaca

Nella notte del 17 dicembre 2011 l'Eurocargo Venezia di Grimaldi Lines perse nel mare della Gorgona due semirimorchi carichi di 224 fusti che contenevano ciascuno 200 kg di cobalto e monossido di molibdeno, due materiali tossici. In questi giorni si stano concludendo le operazioni di recupero dei bidoni tossici da parte della nave specializzata Sentinel, sotto il controllo di Arpat. Sembrerebbe scongiurato il rischio di inquinamento delle acque della Gorgona, ma Legambiente ha comunque deciso di assegnare a Grimaldi Lines una delle cinque "bandiere nere" dirette contro i "pirati del mare", ossia a coloro (compagnie di navigazione o persone fisiche) che si sono contraddistinti in negativo per la tutela del mare. In totale al momento sono stati recuperati 146 fusti tossici dalle acque della Gorgona (90 fusti pieni, 20 sacchetti pieni fuoriusciti dai fusti e 36 fusti vuoti) ed a breve verranno portati in superficie all'interno di speciali cassoni a tenuta stagna. Legambiente, però, ha assegnato la "bandiera nera" a Grimaldi Lines perchè l'Eurocargo Venezia non avrebbe mai dovuto mettersi per mare durante una tempesta come quella del 17 dicembre 2011 e perchè la società di navigazione non ha mostrato trasparenza nelle giornate successive all'evento per quanto concerne l'impatto ambientale delle 45 tonnellate di materiali tossici contenuti nei fusti dispersi in mare. Ben altre, tuttavia, le accuse a carico di Costa Crociere. Il naufragio del 13 gennaio nelle acque dell'isola del Giglio ha evidenziato gravi inadempienze, questo il giudizio di Legambiente, da parte della compagnia genovese. Innanzitutto Costa Crociere non sarebbe stata capace di fronteggiare l'emergenza immediatamente dopo l'impatto della Concordia con lo scoglio delle Scole. Durante il naufragio, poi, sarebbe stata maessa a nudo la scarsa preparazione del personale di bordo. Ultima ma non meno importante colpa della compagnia, Costa si guadagna la "bandiera nera" di Legambiente per aver autorizzato, come emerso nell'arco dell'inchiesta sul naufragio, la pratica degli inchini alle isole, una prassi pericolosa in quanto permette di far passare grosse navi da crociera sottocosta e nei pressi di coste protette come quelle dell'Arcipelago toscano. Oltre che a Costa Crociere e Grimaldi Lines, Legambiente ha assegnato le proprie "bandiere nere" ad altri tre "pirati del mare". Per l'associazione ambientalista, hanno meritato la menzione negativa anche il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, l'imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone ed il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo. In particolare, al ministro Legambiente rimprovera le deroghe al "decreto anti-inchini", pensato per contravvenire a disastri del mare come quello dell'isola del Giglio, ma reso inefficace dalle molte eccezioni poi inserite nel suo testo. A Passera, infine, viene anche assegnato l'appellativo di "pirata del mare" per aver reso possibile la riapertura delle trivellazioni petrolifere a largo dell'isola d'Elba e di Pianosa.

Foto: http://mozzonews.files.wordpress.com

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