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Popolo d’Oltrarno “Asl rimanga a Santa Rosa” Cronaca

Assemblea di quartiere, ieri sera, indetta dal Comitato Oltrarno Futuro, per discutere, assieme al vicesindaco e presidente della Società della salute Stefania Saccardi, del trasferimento di alcuni servizi dalla Asl di Lungarno Santa Rosa alla struttura di Montedomini, da qui al 2015. La questione appare da subito molto sentita dagli astanti, infatti l'Oltrarno è per larga parte abitato da una popolazione anziana che da sempre usufruisce dei servizi Asl; per giunta il Quartiere 1, essendo un quartiere popolare specialmente nella zona dell'Oltrarno, ha intrapreso numerose lotte contro le cessioni ai privati di alcune strutture in San Frediano, asserendo che tali spazi sono di chi li vive e ne usufruisce quotidianamente.

Il clima che si respira infatti è teso, molti dei presenti intervengono in modo caotico, casuale, traboccante di risentimento sincero verso l'amministrazione comunale che sta "corrodendo luoghi di aggregazione dell'infanzia e "roccaforti" della sanità per la vendita al privato". Numerosi sono gli interventi e nella maggior parte dei casi le contestazioni mosse all'amministrazione vengono sostenute documenti alla mano,  con ricerche meticolose e studi compiuti dai cittadini sulla questione. Il progetto di ricollocamento della Asl di Santa Rosa ( che è quasi un presidio completo, svolgendo praticamente ogni mansione Asl) prevede la vendita del totale dello stabile, 7000 mq, dei quali 530 mq verranno affittati ad Asl che continuerà a svolgere la maggior parte delle sue funzioni ( verrà trasferito il 118 allo IOT, verranno spostati alcuni uffici ecc…).

Gli abitanti dell'Oltrarno muovono diverse critiche, ad esempio, causa mutamento della viabilità, chi sarà costretto a recarsi a Montedomini, avrà enormi difficoltà se, causa ragioni di salute ed età, impossibilitato a guidare; si lamenta il trasferimento del reparto di "igiene mentale" e la mancanza di un reparto di geriatria, l'aver deciso misure già messe in atto senza discutere le iniziative con i diretti interessati, i cittadini. Una fra le sensazioni ricorrenti da parte del popolo d'Oltrarno è questa: "Non succeda – dicono in molti – nella nostra città ciò che è successo con la politica nazionale, vale a dire, che si "salti" il confronto diretto con i governati", dove i "governati", spiega chiaro un gruppetto, "siamo noi, i cittadini". Uno degli interventi senza dubbio più interessanti è stato quello del signor Berti, abitante in San Frediano, che dichiara di aver avuto difficoltà nel reperire alla Asl (perché era stato vietato ai dipendenti di fornirne notizia) la documentazione relativa ai servizi primari che verranno trasferiti e una volta ottenuta dice di averne individuati ben cinque. Oltretutto, mentre l'assessore Saccardi aveva in precedenza assicurato l'intangibilità dei 530 mq affittati da Asl, Berti dichiara che in nessun contratto è presente tale clausola.

Del resto, il vero timore paventato dagli abitanti del quartiere risiede nel fatto che la vendita della struttura di Santa Rosa derivi, per il Comune, dalla necessità di "tappare il buco" della ricostruzione di uno dei padiglioni di Torregalli. E la risposta del vicesindaco Saccardi a domanda diretta (la vendita dell'immobile dell'Asl a Santa Rosa serve am tappare il bilancio dell'azienda?) , vale a dire, che sì, il ricavato sarà "girato" all'ospedale di Torregalli per la ricostruzione di uno dei padiglioni, non fa certo dormire sonni sicuri al popolo dell'Oltrarno, tanto che qualcuno parla di  "oscuro presagio". Perché? Trovandosi il Quartiere 1 fra la nuova struttura di Montedomini e l'ospedale Torregalli e non essendo il futuro acquirente di Santa Rosa costretto per contratto a lasciare che Asl mantenga l'affitto dei 530 mq al momento destinatigli, si potrebbe pensare che, una volta ultimata la nuova struttura e ristrutturato il padiglione dell'ospedale, Santa Rosa, dichiarata unica zona che rischia di rimanere scoperta nel nuovo assetto cittadino della sanità, venga chiusa una volta per tutte.

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