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Consiglio straordinario alla Beltrame, un solo coro: la ferriera non deve chiudere Economia

La Beltrame non deve chiudere. A esprimere questo convincimento ad alta voce, questa mattina 5 novembre sotto le lamiere rugginose degli stabilimenti dell’azienda presso cui si è tenuta il consiglio comunale straordinario aperto alla città, non sono solo i politici di sinistra e centrodestra intervenuti, i parlamentari, le istituzioni locali, i sindacati, ma è tutto un popolo, rappresentato da quegli operai che rischiano la perdita del lavoro, dalle loro famiglie che non sanno cosa riserverà il futuro a quei figli che se ne stanno zitti ad ascoltare. Un pezzo di storia della città, la Beltrame, che rischia di essere perduto.
Perduto perché? Perché l’azienda ha deciso di chiudere. Nessun confronto, nessuna apertura (per ora): chiusura. Non ci stanno gli enti locali, non ci sta l’assessore regionale Simoncini che annuncia un prossimo incontro con la proprietà e assicura che la regione chiederà all’azienda di fare marcia indietro, pronta comunque a fare la sua parte nel sostenere occupazione, tenuta sociale, investimenti.
Ci va giù duro anche Paolo Ferrero, in difesa di una lotta che sta già assumendo connotazioni simboliche: “La decisione di chiudere la Beltrame è dettata da logiche speculative – commenta il segretario nazionale del Prc in una nota – e rappresenta un deciso impoverimento di una realtà come quella del Valdarno aretino già colpita dalla crisi. Occorre fermare questa tendenza alla deindustrializzazione e una politica che scarica sui lavoratori le scelte sbagliate compiute in questi anni in termini di mancanza d’innovazione del prodotto e di rilancio di un comparto – quello siderurgico – che è strategico per  l’intero nostro Paese”.
A difesa del lavoro e dell’occupazione giunge anche la proposta dei due consiglieri regionali del Pd, oggi a Roma, che lanciano l’idea di organizzare una grande manifestazione in città, in cui la comunità si stringa intorno alla sua fabbrica e agli operai. Già, perché se qualcosa forse è mancato, è stato proprio l’abbraccio della città.
Anche una delegazione della Pdl all’assemblea, composta dai consiglieri regionali Nascosti, Mugnai, Ammirati, con il coordinatore provinciale D’Ettore, ha ribadito l’impegno: la Beltrame non deve chiudere.
Chi proprio non vede perché la Beltrame dovebbe chiudere, oltre ai sindacati, è lo stesso assessore regionale Gianfranco Simoncini che, annunciando l’incontro fissato con la proprietà per il 10 novembre, chiederà alla società di tornare sui propri passi. “La Regione non può accettare la chiusura dello stabilimento di San Giovanni Valdarno – ha detto – Non solo per le ricadute occupazionali negative che questo determinerebbe per il Valdarno, ma perché siamo convinti che si tratta di un impianto importante e che ha possibilità di sviluppo e di crescita. Si tratta di un impianto strategico che, viste le competenze professionali dei lavoratori, la versatilità e flessibilità degli impianti, è stato in grado di mettere in produzione nuovi prodotti di qualità per il gruppo, garantendo sempre buoni profitti”.

 

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