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Assistenti domiciliari, “Chiediamo sicurezza sul lavoro” Breaking news, Cronaca

Firenze – Gli operatori del servizio di assistenza domiciliare di Firenze dell’area Nord-Ovest, che sono attualmente in appalto alla cooperativa Di Vittorio, sono sul piede di guerra. Motivo, come spiegano in una nota dell’Unione sindacale di base, le condizioni in cui stanno ormai da settimane lavorando. “In questi mesi – dicono gli operatori, che si occupano dei servizi di assistenza ad anziani e disabili, categorie a rischio in particolare per quanto riguardo il rischio Covid – non ci siamo mai fermati. fin da subito abbiamo denunciato alla cooperativa e alle istituzioni, che le nostre condizioni di lavoro non erano in sicurezza. Abbiamo chiesto dispositivi di protezione idonei (tute con cappuccio, mascherine ffp2/ffp3, visiere e occhiali per gli occhi) per proteggere noi  e gli utenti che assistiamo dal virus”. 

Infatti, spiegano i lavoratori, per il tipo di attività che svolgono, si trovano a essere in strettissimo contatto con la persona assistita. Fra le richieste avanzate, anche quella di uno screening con tamponi per tutti gli operatori

A molte settimane da quelle richieste, tuttavia, niente sarebbe cambiato. A quanto spiegano i lavoratori, “le mascherine che ci sono state date dalla cooperativa sono numero due mascherine chirurgiche lavabili a casa propria (rischiando che il lavoratore si porti il virus a casa) e 15 mascherine chirurgiche in tessuto non tessuto con uno strato singolo con lacci legabili che fanno sì che la mascherina non aderisca bene al volto”. 

Del resto, ricordano i lavoratori, “le mascherine chirurgiche non sono un dispositivo di protezione individuale poiché proteggono l’utente ma non l’operatore. Svolgendo un servizio di cura e igiene  alla persona, quando ogni giorno in ogni casa dove andiamo facciamo il bagno, laviamo il viso oppure i denti ai nostri assistiti. E’ ovvio che non possiamo mettere la mascherina all’utente, di conseguenza l’operatore in quel momento è ad alto rischio. Per questo servono mascherine ffp2/ffp3, oltre a protezioni per gli occhi e a tutti gli altri dispositivi necessari per la sicurezza”. E se all’inizio dell’emergenza era comunque comprensibile che la cooperativa stentasse a reperire i dispositivi, ad ora, dicono gli operatori, questo non è più possibile. 

Fra le iniziative messe in campo dai lavoratori si conta anche uno sciopero, indetto a marzo, che è stato bloccato dalla commissione di garanzia dopo tre giorni. Ad oggi, la preoccupazione aumenta: infatti, in un’abitazione presso cui gli operatori svolgono i loro compiti, “un inquilino è risultato positivo al virus, oltre a un utente”. Dunque, ora come non mai, dicono gli operatori, sostenuti dall’Usb, è necessario disporre “di tutti i dispositivi di protezione idonei e vogliamo che gli operatori siano seguiti con tutte le dovute accortezze. Vogliamo i tamponi periodici per tutti noi, vogliamo essere monitorati dal punto di vista sanitario in maniera costante”. 

Sulla sicurezza del servizio, era intervenuta anche la cooperativa, che sul proprio sito sostiene di aver messo in atto il cambiamento: “Tutti i servizi hanno subito cambiamenti radicali, con l’introduzione di nuovi protocolli e procedure, nati da un’attiva collaborazione tra gli enti committenti e il coordinamento della cooperativa – si legge – Tra questi, il triage preventivo, svolto telefonicamente sia per gli utenti (e i loro familiari) che per gli operatori, per effettuare uno screening dello stato di salute prima di attivare l’intervento domiciliare.

Poi, ovviamente, l’uso degli appropriati dispositivi di protezione (sul cui approvvigionamento la cooperativa è costantemente impegnata) che contribuiscono a una sempre crescente serenità, sia per gli utenti che per gli operatori.

Anche sul fronte degli orari, gli interventi sono stati accorpati per far sì che gli operatori debbano muoversi il meno possibile: gli orari sui territori sono stati armonizzati per ottimizzare l’impiego delle persone, limitandone gli spostamenti.

Nel territorio di Firenze Nord Ovest (otto comuni limitrofi al capoluogo), la Società della Salute sta costituendo un team interdisciplinare di medici e infermieri specializzati COVID-19″. 

 

 

 

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