energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Associazione Genitori denuncia luci e ombre degli Istituti comprensivi Notizie dalla toscana

Nonostante 20 relatori a raffiche da dieci minuti l’uno per dibattere su luci e ombre degli istituti comprensivi l’Assessore regionale all’Istruzione, Stella Targetti al convegno da lei organizzato, “Comprensivi si diventa”, sulla riorganizzazione degli Istituti Comprensivi, dove hanno partecipato dirigenti scolastici, amministratori locali, sindacalisti, rappresentanti di associazioni di genitori e professionali della scuola, non ha convinto l’Associazione Genitori A.Ge. Dai relatori, secondo l’Associazione, “sono state espresse alcune riserve più o meno velate sul fatto che l’istituto comprensivo di scuola materna, elementare e media sia realmente una panacea”. Peggio che mai dall’Assessore, dalla quale “non è giunta nessuna se non vaga risposta alle domande di noi genitori che chiedevamo alcuni chiarimenti sulla politica di tagli dello scorso anno e rassicurazioni per il futuro”.

Dice la Presidente dell’A.Ge Toscana, Rita Manzani Di Goro, che lavora nel mondo della scuola: “Un anno fa i funzionari dell’Assessorato andarono nelle province toscane a dire a dirigenti e assessori comunali che, causa la legge 111/11, se non avessero proceduto ad accorpare le scuole queste avrebbero perso l’autonomia. Trascurarono però di coinvolgere i genitori e soprattutto di dire che erano sufficienti 500 alunni per non avere ripercussioni, così furono fatti accorpamenti disastrosi nelle scuole già grandi a sufficienza e non ci si occupò a sufficienza delle altre. Non mutarono rotta neppure quando la legge di stabilità del novembre 2011 ribadì il concetto portando il limite a 600 alunni, mentre altre Regioni provvedevano a fermare tutto per capire meglio la portata dell’innovazione”.

Dati alla mano l’Age fa notare come il risultato finale del lavoro della Regione Toscana abbia prodotto 27 nuovi accorpamenti rispetto agli 8 richiesti dallo Stato, mentre 46 scuole hanno perso l’autonomia e funzionano con dirigente e Dsga in reggenza.

“A Marradi – fa notare la Presidente Toscana dell’A.Ge – il dirigente arriva da Fucecchio, 45 km di strada montana. A Grosseto tutta la rete scolastica cittadina è stata stravolta per ‘salvare’ scuole già in regola. A Porto S. Stefano, la continuità i ragazzi delle elementari ce l’hanno con la scuola media dell’Isola del Giglio”.

Eppure la stessa Regione Toscana, nel documento programmatico che ha presentato in sede di convegno, ha detto che per funzionare bene i comprensivi non debbono avere più di 1400 alunni, mentre invece il 9% delle scuole toscane supera – e non di poco- questo limite.

Ben il 48% delle scuole è in sofferenza: su 499 istituti toscani ci sono 27 nuovi istituti comprensivi, 106 scuole affidate a dirigenti di freschissima nomina, 56+56 scuole coinvolte in una reggenza, con il dirigente e, nelle scuola sottodimensionate, anche il direttore amministrativo part time.

A Grosseto i genitori sono sfilati per le strade, hanno consegnato al sindaco 3.800 firme contro la ‘razionalizzazione’, hanno fatto riunioni, proteste, blog e il Consiglio Comunale ha votato una richiesta di ripensamento alla Regione, ma niente.

A Firenze nelle scuole dell’istituto Firenze Centro Storico si è avuto il quarto accorpamento consecutivo.

Aria tesa anche a Sesto Fiorentino, dove alla fine sono stati accorpati il 2° Circolo e la media Pescetti.

4 province sono state ormai “bonificate” dalle scuole che non siano comprensivi, resistono solo 33 direzioni didattiche e 17 scuole medie e poco conta che per razionalizzarle si utilizzino criteri che con la scuola hanno ben poco a che fare.

Rinviati di un solo anno per la loro enormità Borgo S. Lorenzo (1785 alunni), Pontassieve (2091), Lastra a Signa (1873) e Montemurlo (1776) e che a quanto pare ora sono sul punto di essere varati.

Preciso il grido d’allarme lanciato dalla Presidente Rita Manzani Di Goro all’Assessore Stella Targetti: “Assessore la preghiamo, ascolti le nostre voci: sarà pure che il programma vuole andare avanti, ma la scuola è fatta di persone e non di cose; non si può imporre un unico vestito a tutti e pretendere anche che calzi bene”.

Arriverà la risposta dell’Assessore?
 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »