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“Associazioni cinesi a Firenze e Prato”: i cittadini cinesi devono pagare le tasse Notizie dalla toscana

Da tempo l’assessore regionale Riccardo Nencini aveva lamentato l’assenza del consolato cinese nella soluzione della questione dell’integrazione della comunità cinese di Prato. Oggi, 30 marzo, sono state le “Associazione cinesi a Firenze e Prato” a firmare una lettera indirizzata al console cinese a Firenze. Il testo della lettera spiega che il Governo italiano ha sempre garantito agli immigrati cinesi cure sanitarie, educazione ed uso delle infrastrutture gratuiti. Per questo, continuano le associazioni del Sol Lavante, l’Italia (e la Toscana in particolare) hanno speso ingenti risorse pubbliche racimolate grazie al pagamento delle tasse da parte di tutti i cittadini della Penisola. I cittadini cinesi di Prato e Firenze, dunque, hanno chiesto ai loro connazionali, mediante il console, di pagare le tasse per garantire a tutti, italiani o cinesi che siano, un maggiore benessere. «L'appello delle associazioni cinesi diffuso dal console, con un richiamo forte a pagare le tasse e a comprendere la realtà locale, è un segnale apprezzabile, da non sottovalutare. Non era mai avvenuto un fatto del genere», ha spiegato il presidente della Provincia di Prato, Lamberto Gestri, di ritorno dalla sua missione a Pechino. «Questo messaggio e la sua divulgazione – ha continuato Gestri – costituiscono  uno di quei gesti concreti che sono stati richiesti nel corso della visita dell'ambasciatore cinese a Prato e degli incontri con la console. Credo che la vista del ministro Riccardi, come riconosce la stessa console, abbia avuto una sua rilevanza. C'è un cambiamento in atto di cui dobbiamo tenere in debito conto ed è evidente che la politica del dialogo, unita a quella del contrasto all'illegalità, costituisce la strada giusta. Non c'è da aspettarsi che la situazione cambi da un giorno all'altro, l'importante è registrare un'evoluzione». Anche l’assessore Nencini si è detto soddisfatto dell’iniziativa delle “Associazioni cinesi a Prato e Firenze”. «Condivido appieno il contenuto e i richiami di questa lettera – ha spiegato – e vorrei che la sposasse anche il consolato cinese in Toscana».

Foto: http://upload.wikimedia.org

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