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Assolto l’ex sindaco di Pietrasanta, Massimo Mallegni Cronaca

Nel 2006 i carabinieri avevano bussato alla porta di casa e lo avevano arrestato. Oggi, 3 aprile, l'ex sindaco di Pietrasanta (Lucca), Massimo Mallenghi è stato assolto da tutte le accuse a suo carico, complice anche la prescrizione del reato di mobbing nei confonti dei vigili urbani. Per questo reato, infatti, Mallenghi era stato condannato, ma la prescrizione lo ha salvato dal carcere. La Procura di Lucca aveva chiesto una condanna a 6 anni di reclusione nei suoi confronti con le accuse di corruzione, voto di scambio ed associazione a delinquere. Nel 2000 l'ex sindaco aveva vinto le elezioni comunali per il Popolo delle Libertà, ma secondo gli inquirenti dietro la sua vittoria ci sarebbero stati accordi poco trasparenti. Mallenghi sarebbe stato favorito da imprenditori intimi della sua famiglia, che poi sono stati tutti coinvolti nel processo. Una volta eletto, Mallenghi avrebbe minacciato i vigili urbani che non agivano secondo i suoi dettami con l'aiuto dell'ex comandante della polizia municipale di Pietrasanta, Roberto Buratti. Da qui l'accusa di mobbing per la quale è stato condannato e della quale, per la sola prescrizione, non dovrà rispondere. Assieme all'ex sindaco era stato coinvolto nel processo anche suo padre, Mario Mallenghi, per il quale l'accusa aveva richiesto 8 anni di carcere. I giudici del Tribunale di Lucca, però, lo hanno assolto così come gli altri sette imputati che vennero arrestati nel 2006. Fra di loro imprenditori e politici della Versilia come l'ex assessore all'urbanistica, Alfredo Benedetti, e l'allora dirigente comunale Dante Galli. L'unica condanna del processo, dunque, è quella a carico di Giuliano Baldini, imprenditore lucchese condannato a 10 mesi per corruzione in quanto avrebbe pagato a Mallenghi un viaggio a Venezia in cambio di un favore.

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