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Assunzioni enti locali e scuola, il decreto cambia le carte in tavola Cronaca

Firenze – E’ affidata  a una nota della Cgil, Funzione Pubblica, la novità che potrebbe cambiare le carte in tavola nella discussione  che riguarda il nuovo assetto che il Comune vorrebbe dare agli asili cittadini con l’introduzione degli appalti per i pomeriggi (e con la privatizzazione di alcuni storici asili nido). Infatti, col decreto legge del governo, “ripartono le assunzioni negli Enti locali e soprattutto si supera il blocco imposto dalla legge di stabilità che riservava le procedure di mobilità e le relative assunzioni esclusivamente al personale di ruolo delle Province e delle Città Metropolitane”.

 Ma la novità è proprio sullo specifico: infatti il decreto fa un riferimento al personale dei servizi educativi scolasticiper i quali consente – si legge nella nota Cgil – di effettuare concorsi per assunzioni a tempo indeterminato nel caso in cui le graduatorie vigenti siano esaurite”.

Una novità che era stata auspicata da più parti e che non vincola dunque più i Comuni per quanto riguarda le assunzioni negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia.

La conseguenza per quanto riguarda Firenze la tira il sindacato: “L’Amministrazione Comunale di Firenze non deve avviare procedure di appalto per gli Asili Nido, ma ricorrere a una modifica del piano occupazionale per l’assunzione degli educatori in uscita dal servizio. Lo sforzo è minimo, in quanto le unità mancanti hanno un costo considerevolmente più basso dell’appalto degli Asili Baloo e Farfalla, sopratutto in presenza di una graduatoria vigente e valida che può consentire assunzioni a tempo indeterminato stabili e dignitose”.

Per la scuola dell’infanzia, stesso ragionamento: qui dove le assunzioni necessarie sono più numerose “ma sempre a un costo inferiore rispetto all’appalto, che, non ci stancheremo mai di dire, produce un modello di scuola in forte arretramento. Fondamentale è anche la modifica – aggiunge il sindacato – apportata a una legge del 2014 (114) che chiarisce la possibilità di cumulo triennale delle risorse non spese per le assunzioni, cioè riferite al triennio precedente”

Insomma i sindacati  a questo punto lanciano una vera e propria sfida all’amministrazione cittadina: “tornare sui propri passi, valorizzare il sistema e il modello pubblico di questi servizi che ha prodotto prestigio e qualità in questa città, riaprire il dialogo e il confronto con la rappresentanza dei lavoratori e con la cittadinanza”.

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