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Ataf e Dussmann, sciopero contro gli esuberi Cronaca

Ai 109 esuberi annunciati in Ataf si aggiungono ora i 30 posti di lavoro a rischio nella Dussmann, azienda che da sempre ha l’appalto per la pulizia degli autobus. L’azienda, che ha 55 dipendenti, ha vinto una nuova gara d’appalto con un’offerta al massimo ribasso che implica il taglio di oltre il 50% del personale. «E’ in atto una procedura di mobilità per 30 dipendenti – spiega Maurizio Magi della Filcams Cgil, che stamattina ha organizzato un presidio di protesta davanti al deposito Ataf delle Cure insieme a Fisascat Cisl e Uiltrasporti – In pratica si dimezza il personale e si raddoppia il sudicio, visto che lo stesso servizio di pulizia dovrà essere effettuato dalla metà delle persone». I sindacati ora sperano nel prossimo incontro in Provincia fissato il 25 febbraio, «ma se non troveremo un accordo, come temiamo fortemente, dal 1 marzo partiranno i licenziamenti – ha aggiunto Magi – Ora chiediamo che la nuova Ataf Gestioni ci dedichi un minimo di attenzione per rivedere questo capitolato scellerato e che dal tavolo con le istituzioni si trovi una soluzione alternativa». In presidio, stamane, c’erano anche i Cobas di Ataf, che a pochi giorni dalle elezioni politiche vogliono riaccendere i riflettori sulla vicenda dei 109 esuberi e sullo “Sfascio totale dell’azienda che Renzi si vanta di aver risanato”. «Con la privatizzazione è iniziato un vero e proprio scempio dell’Ataf – ha detto il portavoce dei Cobas Alessandro Nannini – Già 35 ragazzi, che avevano concluso l’apprendistato, sono stati costretti ad emigrare in altre regioni per mantenere il posto di lavoro. Ora, con il piano presentato dalla nuova proprietà, partiranno i 109 esuberi con cui si eliminano tutti i “doppioni” delle funzioni già esistenti in Trenitalia e Busitalia. Di questo passo entro la fine dell’anno l’azienda sparirà e saremo tutti costretti a emigrare in Cap o Busitalia. Stanno sfogliando l’azienda come un carciofo, quello che non serve lo buttano via». I cosiddetti “doppioni” su cui dovrebbe abbattersi la tagliola dei licenziamenti riguarderebbero l’ufficio paghe, l’ufficio marketing, l’ufficio contratti, tutte aree già presenti in Trenitalia. Ma si parla anche di 17 esuberi tra gli addetti all’officina,  18 manovratori, 6 capideposito e 16 addetti alla sala clienti di Santa Maria Novella, che verrà chiusa per trasferire quella lavorazione negli spazi Cap in Largo Alinari e all’autostazione Sita in Via Alamanni. Allo sciopero di stamane, scandito dallo slogan di “Noi non dimentichiamo. Noi non vi votiamo” sono intervenute anche delegazioni di operai della Ginori e dei dipendenti del Comune di Firenze.

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