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Ataf e San Lorenzo, una lunga e strana giornata di auguri in Consiglio comunale Politica

L'augurio di buon Natale e felice anno nuovo che il comune di Firenze riserva agli autisti dell'Ataf è destinato a trascinarsi ben oltre la notte di san Silvestro. Quello che il consigliere di Sinistra Ecologia e Libertà Eros Cruccolini ha fatto al suo partito, invece, potrebbe essere l'ultimo. Ma il consiglio comunale che “privatizza” Ataf e “sposta” gli ambulanti di San Lorenzo, passerà alle cronache anche per altri, indimenticabili, auguri di buone feste. Partendo dalla querelle tra l'ex ministro Valdo Spini e il sindaco Renzi e passando per le contestazioni a quest'ultimo da parte dei dipendenti dell'azienda di trasporti fiorentina, il salone de' Dugento di Palazzo Vecchio rispecchia a modo suo il clima natalizio dominante in città. Anche le divergenze interne all'Italia dei Valori, che sembrano rientrare in un gioco di maggioranze le cui regole in Consiglio si comprendono sempre meno, non sono esenti dal discorso. Ma andiamo con ordine.

 L'affaire Cruccolini – La formazione che fa capo a Nichi Vendola aveva già fatto capire nei giorni scorsi la sua intenzione di esprimersi negativamente sulla delibera di privatizzazione dell'Ataf, in piena rotta di collisione con la Giunta Renzi. Ma il suo capogruppo Eros Cruccolini, al momento delle dichiarazioni di voto, ha sorpreso tutti, annunciando la sua astensione. Immediata la reazione del coordinatore provinciale di SEL, Lorenzo Falchi, che ha affermato di aver accolto con «stupore e rammarico il voto di astensione espresso dal Consigliere Cruccolini». Al telefono Falchi si pronuncia duramente sulla condotta di Cruccolini, arrivando a dire che per questo «incidente», il partito è obbligato a «non riconoscergli più la rappresentanza in Consiglio comunale» e che «la permanenza di Sinistra Ecologia e Libertà nella maggioranza è «adesso improbabile». Dunque espulsione per l'ex presidente del Consiglio comunale? A domanda Falchi risponde laconico: «è indubbio che la giunta del partito dovrà esprimersi su questa questione». Dal canto suo Cruccolini incassa e non si dà per vinto. «Sono triste per ciò che è successo oggi ma sono tranquillo – spiega – Quella di Falchi è stata una reazione impulsiva che non ha tenuto conto delle motivazioni del mio voto. Se ci sarà un incontro con i sindacati il sindaco sarà pronto a discutere sulla partecipazione di Ataf alla gara regionale. Questo mi sembra già un risultato del dialogo interno alla maggioranza». A fine consiglio il presidente dell'Assemblea Eugenio Giani si lascia andare ad un commento ed esprime la sua personale «solidarietà a Cruccolini: «è il popolo e non i partiti a decidere che sia degno di rappresentanza». Comunque sia, fra Cruccolini e SEL sembra essersi aperto un conflitto politico non da poco. Auguri a tutti e due.

Rottamatore o rottamato? – Delibera consigliare n°361 del 2011. Quinta votazione all'ordine del giorno. Scrutinio palese. Naturalmente, sempre di Ataf stiamo parlando. Prende parola per le dichiarazioni di voto l'On Valdo Spini, che annuncia il suo “no” alla privatizzazione e senza pensarci su attacca sindaco e Giunta: «è evidente che, osservando l'andamento del voto odierno, ci troviamo di fronte ad una maggioranza sgangherata». Renzi replica secco, e forse un po' seccato, che se oggi ci troviamo a dover privatizzare è colpa della generazione dello stesso Spini, rea secondo il sindaco di aver causato l'enorme debito pubblico con il quale l'Italia deve oggi combattere. La “tecnica” della rottamazione colpisce perciò anche l'attuale presidente della commissione Affari Istituzionali, con Renzi che nel suo climax tira una decisa frecciata all'Onorevole: «sei in Parlamento da quando c'era Cossiga». Un “uomo delle maggioranze” insomma. Spini – passata la querelle – spiega ai giornalisti che se «il sindaco deve ricorrere alla mia biografia per difendere la privatizzazione, allora significa che non ha altri argomenti». Non c'è che dire, uno scontro dagli alti toni che lascia però un tragico dubbio: chi ha rottamato chi? Anche in questo caso, ovviamente, auguri di buone feste a entrambi.

Autisti in consiglio – Che hanno dato battaglia per tutto il 2011 a suon di scioperi, 6 per l'esattezza, era cosa nota. Ma gli autisti dell'Ataf nell'ultimo Consiglio si sono presentati tramite le loro delegazioni sindacali anche nel salone de' Dugento. Rumoreggiano e protestano sulle dichiarazioni di voto. Contestano il sindaco quando prende parola. Seppur nei limiti dell'educazione, dalle nove del mattino alle 17.26 – ora ufficiale della privatizzazione – assistono e in una certa misura “partecipano” al consiglio. Arriva la votazione finale. Presenti 41. Favorevoli 30, contrari 10, astenuti 1. È a questo punto che splode la rabbia degli autisti: «Buffoni! Buffoni!» urlano dalla loro tribuna. Qualcuno, come la giovane autista Nadia Del Sere, si mette a piangere per la decisione. Si alza in piedi l'uomo simbolo della protesta, il coordinatore Rsu Alessandro Nannini. Si rivolge ai consiglieri del PD, che hanno votato tutti compatti: «Eravate in piazza a festeggiare con noi per i referendum di giugno. Ve lo ricordate? Vi ricordate che impedivano la privatizzazione dei servizi pubblici?» (il video a fondo articolo). Successivamente, spiegherà ai giornalisti che «la battaglia adesso continua. Per privatizzare ci devono essere anche gli altri soci proprietari. Serve il 90% secondo gli accordi parasociali. Firenze ha l'82. Indipendentemente da questo continueranno gli scioperi e le manifestazioni, già a partire da gennaio prossimo. Oggigiorno fare trasporto è fare politica. Questa amministrazione invece è buona a fare solo spot e ad andare nei salotti televisivi». Replica il sindaco in conferenza stampa: «Sia su Ataf sia su San Lorenzo c'è ampio consenso in tutta la maggioranza. Equiparare il referendum di giugno alla privatizzazione dell'Ataf è inammissibile. Se da domani i sindacati si siedono attorno a un tavolo per discutere con noi il numero degli impiegati, che è enorme, noi siamo disposti a farlo». Nota a margine, quattro autisti dell'Ataf – secondo quanto spiegato dai sindacalisti – sono stati identificati dalle forze dell'ordine all'uscita di Palazzo Vecchio.

Un'altra giornata di muro contro muro, quindi, fra i dipendenti dell'Ataf e il sindaco di Firenze. Anche a Nannini e Renzi, naturalmente, rinnoviamo i nostri migliori auguri.

Dell'IdV e di altri partiti – Fa discutere il voto del consigliere dell'Italia dei Valori Giuseppe Scola, che si è dichiarato favorevole alla delibera di Giunta. Il partito è ufficialmente contro la privatizzazione di Ataf, come il voto favorevole di Giovanni Fittante sta a testimoniare. Difficilmente Scola rischia qualcosa. A quanto si è capito, si è potuto esprimere a titolo personale sulla questione. Intanto, anche Futuro e Libertà porta i suoi tre voti nelle casse della maggioranza Renzi. Bianca Maria Giocoli, vicecapogruppo in Consiglio, vede il voto a favore non come un avvicinamento dei finiani al sindaco, ma come una questione di lealtà verso loro stessi: «ai tempi di Forza Italia eravamo tutti a favore della privatizzazione. Oggi noi abbiamo dimostrato coerenza. Domenici in questo senso non aveva fatto niente. Finalmente ci è stata data un'occasione e noi l'abbiamo colta». Parole che non piacciono al capogruppo del PDL Marco Stella, che definendo il consiglio che ha avviato la cessione di Ataf ai privati come «il giorno più triste della mia vita politica», calca la mano sul “ribaltone” che la maggioranza eletta dai fiorentini avrebbe subito: «oggi abbiamo assistito al cambio della maggioranza che sostiene Renzi: con l'uscita di Sel e dell'Idv dalla maggioranza e il sostegno di Fli, Udc e Lega di fatto Renzi cambia alleati e sposta verso destra l'asse di governo». A favore hanno infatti votato, fra gli altri, Pieri dell'UDC e Razzanelli della Lega Nord. In conclusione, Renzi si gode il doppio successo e dichiara soddisfatto: «la maggioranza ha retto, è autosufficiente, si è rafforzata e in questo caso si è allargata».

A questo punto, non resta che augurare a tutto il Consiglio comunale Buon Natale e felice anno

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