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Ataf: la voce degli utenti Società

Ecco il testo della lettera: "Vivo in periferia e con un abbonamento mensile ATAF cerco di muovermi col servizio cittadino. Sono aumentate le corse sul 17, diminuite le altre (la coperta è corta per tutti). Ciò che non sopporto però è che siano quasi scomparsi gli orari dei bus dalle palette delle fermate. Strappate, rotte, alcune mai inserite. Si deve girare e rigirare intorno al palo per ritrovarsi senza informazioni.

La paletta più leggibile e meglio raggiungibile è quella al centro, che sempre recita il nome di uno sponsor. Salendo ho presentato più volte rimostranze agli autisti, che in maniera maleducata rispondono che la cosa non è di loro interesse (vorrei vedere se i cittadini facessero sciopero e non prendessero più gli autobus; se perdono i clienti perderebbero il lavoro). Vorrei da fiorentina che il personale fosse reso consapevole di dover essere gentile verso l'utente. Chiedere informazioni sulle fermate è impossibile: rispondono sempre malamente.

Acquistare biglietti sull'autobus è pura utopia. Sui bus delle nostre Dolomiti i biglietti si fanno sempre al momento della salita, registrati da una piccola macchinetta, che l' autista reca al collo. A fine corsa farà il riscontro incasso-vendita; A Firenze mi si dice che sono gli autisti che devono comperare i biglietti per poi venderli ai passeggeri. Non lo fanno e non lo faranno mai. Gli autobus vengono puliti ogni 15 giorni"

Giovanna Gaeta

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