energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Ataf, lavoratori pronti alle barricate per la clausola sociale Cronaca

Presidio di fronte all'Ataf di viale dei Mille. I lavoratori non ci stanno, e dimostrano con pacifica modalità che sono pronti a mobilitarsi in maniera più pesante per spingere l'azienda a introdurre nel bando di vendita dell'azienda comunale di trasporti la cosidetta "clausola sociale"; vale a dire, una clausola di salvaguardia sia dei posti di lavoro che della qualità del lavoro stesso.

A spiegare le ragioni del presidio-blitz di questa mattina, Andrea Carmignani, Cgil, che commenta: "In realtà, la vendita di Ataf è ormai, con l'apertura del bando e le manifestazioni d'interesse delle aziende, partita. L'iniziativa di stamane ha l'obiettivo di presidiare l'azienda perchè in questo momento c'è un incontro fra sindaci proprietari. Chiediamo l'inserimento nel bando di gara della clausola sociale, l'unica garanzia vera dei lavoratori nel passaggio di azienda. Oggi questo non è avvenuto. L'azienda non vuole inserirla. Nella bozza d'accordo non c'è. Protesteremo anche nei prossimi giorni".

La clausola sociale è una clausola di salvaguardia, non solo in termini di posti, ma anche di dignità del lavoro, come spiega Carmignani.
"Il problema, forse sono ottimista, non sono i posti di lavoro – dice infatti il sindacalista della Cgil –  ma le garanzie economiche e normative che nei passaggi fra le varie aziende i lavoratori Ataf possono rischiare. Pensiamo all'integrativo, che  potrebbero perdere. Cosa inaccettabile".
Che la trattativa di vendita sia sostanzialmente conclusa, è ormai evidente.

"In buona sostanza – dice Amerigo Leoni, segretario della Faisa – mi preme evidenziare che il sindacato non sa solo scioperare, ma anche prendere iniziative senza arrecare disagi ai cittadini. Il primo di gennaio, con la disdetta degli accordi, 1300 lavoratori rischiano di trovarsi senza lavoro. Vorremmo che i cittadini sapessero che Ataf, senza dirlo a nessuno, in un solo anno ha mandato a casa 161 lavoratori. Quando si dice che non s'è licenziato nessuno, quando si dice che non s'è toccato nulla, si sappia che i lavoratori un anno fa erano 1450, ora sono 1295. Fate voi i conti. Se pensate che questa non debba essere la legittima preoccupazione del sindacato, evidentemente dovremmo smettere di fare i sindacalisti".

Intanto, Filippo Bonaccorsi, abbottonatissimo presidente dell'Ataf, al margine della presentazione avvenuta in Palazzo Vecchio del nuovo servizio fornito dall'azienda che riguarda la possibilità di acquistare il biglietto di bus o tramvia con un semplice sms spedito dal proprio cellulare, dice, interrogato a proposito del presidio, che "non gli risulta nessuna protesta in corso". E, per quanto riguarda il bilancio, a proposito del quale nei giorni scorsi erano circolate voci che lo davano in perdita fino a 5milioni di euro, rimanda dati e commenti a giugno.  

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »