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Ataf, nuovi bus e proteste Cronaca

Firenze – Presentata stamattina la nuova flotta di 31 bus acquistati dall’Ataf, appuntamento che è diventato occasione da un lato della protesta dei Cobas, dall’altro di nuove esternazioni da parte dell’ad di Ferrovie, presente con il sindaco Nardella, circa lo stato dei lavori della Tav per quanto riguarda il tratto fiorentino, e, in particolare, il tunnel che dovrebbe “sottopassare” la città. Un argomento che non manca di riaccendere le polemiche, in particolare in un periodo in cui la ferita non ancora rimarginata della voragine  del lungarno Torrigiani accanto a Ponte Vecchio ha ricordato, se mai ce ne fosse stato bisogno, la particolare fragilità idrogeologica della Firenze sotterranea.

I lavoratori hanno dispiegato un lungo striscione, su cui c’era scritto: “Bus nuovi alla moda per sfilare solo in coda!”, firmato Cobas Ataf. Il motivo della protesta lo spiegano gli stessi lavoratori: “Peccato che i nuovi e fiammanti bus, che oggi sono parcheggiati in bella mostra al Piazzale Michelangelo, da domani saranno fermi nei depositi per mancanza di autisti, oppure saranno bloccati nel traffico cittadino, esattamente come tutti quei bus un po’ più vecchi che, inevitabilmente, rimangono prigionieri tra le decine di deviazioni di percorso presenti in una città che ormai non ha più una strada libera da lavori”. Dunque, fra traffico serrato e mancanza di personale, dicono i lavoratori, “gli unici soldi che mancano sono quelli che servirebbero per assumere il personale necessario per non mandare in tilt il servizio ai cittadini”. Del resto, le polemiche che periodicamente esplodono in città sono sintomatiche della tensione esistente, con tanto di interventi di assessori e repliche di sindacati. 

protesta cobas ataf

A margine della cerimonia, intanto, le parole con cui l’ad di Ferrovie Renato Mazzoncini si riferisce allo stato dell’opera del tunnel Tav che passerà nelle viscere di Firenze potrebbero avere profonda eco. Intanto, l’unico problema ancora aperto, dice Mazzoncini, riguarda il problema della destinazione delle terre da scavo e della loro natura, vale a dire se siano “rifiuto” oppure no. Il cantiere del tunnel Tav, come si ricorda, è ancora bloccato. Ma non si limita alla questione tunnel, Mazzoncini, spiegando che l’azienda si sta muovendo su doppia linea, vale a dire da un lato sul tunnel e sullo sblocco di quella situazione, ma dall’altro sul potenziamento, con una riorganizzazione dei sistemi di segnalamento della rete in superficie, dell’intero sistema ferroviario tale da incrementarne del doppio le capacità. Due progetti complementari ma indipendenti, sembra di capire.

foto: copertina, nuova flotta Ataf da Facebook Comune di Firenze

 

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