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Ataf, nuovo progetto aziendale scatena la rivolta Cronaca

''Riteniamo tale progetto una follia – si legge nella nota dell'Rsu  – sia per ciò che riguarda i lavoratori sia per le ricadute negative che l'attuazione di queste modifiche porterà sul servizio offerto all'utenza''.

E di cosa si tratta, la nota lo spiega con dovizia di particolari. “Il progetto che l’azienda intende far partire con un primo steep il 3 Agosto – si legge –  prevede : la graduale eliminazione della mansione di manovra per gli Autisti anziani per cui, a partire dal 3 Agosto, dieci di loro attualmente assegnati alla mansione, torneranno alla guida; la drastica riduzione del numero dei manovratori comporterà un ulteriore aggravio dei carchi di lavoro per gli Autisti i quali saranno costretti ad ogni rientrata a ricoverare la vettura nelle corsie predefinite del deposito. Inoltre, gli autisti attualmente assegnati alla manovra e che dal 3 Agosto torneranno alla guida, saranno in piccola parte sostituiti da chi oggi ricopre il ruolo di operaio ed è in possesso di patente. Ancora, nel piano aziendale è prevista “la completa eliminazione degli Operai di Piazza ; la ristrutturazione dell’orario di lavoro delle Officine e l’introduzione della reperibilità che inizialmente sarà su base volontaria per tutto il settore”.

Un programma che se le Rsu non esitano a definire frutto di “follia”, “per le ricadute negative che l’attuazione di queste modifiche porterà sul servizio offerto all’Utenza”,  l'Azienda non ha fatto mistero di voler appoggiare con tutto il suo peso. Tant'è vero, denunciano i sindacati, che non ha preso in considerazione “le proposte alternative avanzate”.
“Ci troviamo di fronte ad un’ azienda che non capisce, o peggio, fa finta di non capire, la differenza tra la realtà del TPL fiorentino e le varie realtà del trasporto urbano ed extraurbano che sono abituati a gestire in altre città, considerandoli a torto pressoché uguali, quando invece le differenze risultano macroscopiche ed evidenti”, continua la nota.

Infine, parlando del “clima di terrore” in cui si troverebbero i lavoratori, le Rsu non mettono dubbi in mezzo: “Qualora l’azienda intenda procedere e mantenere tale atteggiamento senza addivenire a soluzioni condivise, ci vedremo costretti, nostro malgrado, ad esperire tutte le procedure e attuare tutte le forme di lotta necessarie al fine di far recedere la direzione da tali progetti, che riteniamo delle vere e proprie provocazioni”. Iniziative che “verranno concordate con i Lavoratori tramite consultazione dei medesimi e su stretto mandato degli stessi”.

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