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Ataf, venerdì nero: sciopero confermato Cronaca

Firenze – Ataf e Linea confermano lo sciopero di venerdì 2 ottobre. Inutile l’appello a una revoca dell’assessore Giorgetti. “Capiamo l’invito ma non accettiamo. Ci dispiace solo per l’utenza ma per gli altri no. Se lo sono cercato”. Queste le parole di Daniele Crescioli di Filt Cgil, che insieme a Uiltrasporti e Faisa Firenze ha messo il punto alla promessa di stop ventilata alla fine di luglio. Molte le motivazioni, per lo più attinenti alle incertezze sul futuro dei dipendenti delle due aziende interessate dopo la chiusura della gara regionale, ma anche i i ritardi, le corse saltate e le condizioni di lavoro degli autisti. “Da un anno cerchiamo di dare corpo e sostanza ad accordi già sottoscritti, che riguardano il futuro dell’azienda. Ataf è fuori dalla gara e sarà chiusa nel momento stesso in cui sarà assegnato il contratto di servizio. Lo stesso vale per Linea, i cui dipendenti sono messi ancora peggio, perché non hanno accordi che prevedano il passaggio in aziende proprietarie. Da tempo chiediamo garanzie ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Questo è il primo motivo per cui scioperiamo”.

L’augurio per i dipendenti Ataf è che la gara regionale venga vinta da Mobit, consorzio di aziende toscane (tra cui Cap, Bus Italia e AGI) con cui vige un accordo di assunzione, speranza a cui non possono invece aggrapparsi i lavoratori di Linea dal momento in cui nella compagine azionaria della società compaiono proprio i concorrenti alla gare, tra cui i francesi di Ratp. Il servizio, poi – denunciano i sindacati – fa acqua da tutte le parti. “Non c’è programmazione e i ritardi e le corse saltate non sono soltanto da ascrivere alla cantierizzazione per la tramvia. Il problema è strutturale: In media saltano circa 100mila corse l’anno e spesso gli autisti, che non trovano il cambio a fine turno, sono costretti a continuare a guidare senza sosta dopo sette ore e mezza consecutive. La maggior parte delle volte non abbiamo neanche la possibilità di andare in bagno e, come se non bastasse, l’azienda ha sospeso il servizio di mensa il sabato e la domenica, come se in quei giorni non lavorassimo”. I disagi per i cittadini crescono. “Ogni volta che arriviamo alla fermata e apriamo le portiere, se va tutto bene ci offendono e basta. Ma hanno ragione, aspettano un mezzo anche per mezz’ora e magari, quando finalmente arriva, non riescono a salire”.

Sciopero, dunque, come unico strumento per far sentire la loro voce? A giudicare dall’esito degli incontri con Palazzo Vecchio si direbbe di sì.”Dopo lo sciopero del 25 maggio – ha proseguito Crescioli – abbiamo avuto solo due incontri significativi: uno con l’assessore Giorgetti, a cui chiedemmo di prendere provvedimenti (alcuni dei quali di poco conto, come cambiare il ritmo di qualche semaforo) e di vigilare. Nonostante tutte le promesse, l’unica strada per reperire fondi e garantire qualcosa in più è stato l’aumento del costo del biglietto, senza che il servizio, peraltro, sia migliorato. Il secondo tavolo con la proprietà e l’azienda , lo scorso luglio, è stato un fallimento. Ci siamo sentiti dire “no” a ogni richiesta. È stato allora che abbiamo deciso di proclamare lo sciopero per il 2 ottobre, volutamente con ampio anticipo, perché pensavamo che a settembre saremmo riusciti a ottenere una discussione seria. Ma così non è stato”.

L’accordo tra azienda e Comune dello scorso lunedì non ha infatti soddisfatto le aspettative, anzi. “Ci hanno promesso l’immediata assunzione di 30 lavoratori a partire dal 5 ottobre e un aumento dei servizi del 5% (tra flotta e autisti) dal 1° novembre al 30 aprile 2016. Peccato che i dipendenti siano quegli autisti di Bus Italia che hanno chiesto di lavorare su servizio urbano, e che quindi vengono trasferiti a Ataf in comando distacco, per i quali sarà necessario un periodo di affiancamento, e che l’incremento del 5% sarà graduale, per cui è ovvio che se ne vedrà l’apice solo a fine aprile, ammesso che si veda. In tutto questo, c’è anche la richiesta curiosa della Città metropolitana a potenziare i servizi nella zona del Mugello, del Chianti Valdarno e della Val di Pesa, tutte zone servite da Bus Italia, da cui si prendono gli autisti per portarli in Ataf! Sono come i carrarmati di Mussolini: li mettono dove li trovano, ma da qualche parte mancheranno sempre”. Solo promesse, la percezione è netta. Promesse che peraltro “non vanno minimamente a incidere sulle condizioni di lavoro né sul servizio all’utenza pagante”. Lo sciopero è quindi confermato: 24 ore senza bus, salvo garanzia di servizio nelle fasce orarie protette. Il trasporto Ataf è garantito 6.00-9.00 e 12.00-15.00 mentre Linea sciopererà dalle 17.00 alle 21.00.

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