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Attacco a Bruxelles: 34 morti, caccia a 5 sospetti, esercito in strada Cronaca

Bruxelles – Attaccata questa mattina la capitale del Belgio con bombe e kamikaze, che si sono suddivisi in due attacchi distinti: uno all‘aeroporto, l’altro alla metropolitana cittadina, nella stazione di Maelbeek, accanto alla Commissione Ue. L’attacco è stato rivendicato dall‘Isis, che promette altri attentati in Europa. All’aeroporto ci sono state almeno due esplosioni, alle 8 di questa mattina, nell’area delle partenze verso gli Usa. Ad ora, ecco i numeri della strage: 20 i morti nell’attentato alla metro e 14 all’aeroporto, dove si comincia a parlare, per una delle esplosioni, di una bomba nascosta in una valigia. I feriti sarebbero 136. Per quanto riguarda gli italiani, ci sarebbero 3 feriti non gravi, come fa sapere la Farnesina..

La capitale del Belgio si blinda: Alitalia ha cancellato tutti i voli odierni da e per Bruxelles e l’aeroporto della capitale belga resterà chiuso fino a nuove indicazioni. La compagnia italiana ha attivato numeri speciali per fornire informazioni: 800650055 dall’Italia (numero verde); +39.06.65649 per i passeggeri che chiamano dall’estero. Frontiera tra Francia e Belgio totalmente chiusa, sia per quanto riguarda il traffico ferroviario sia il traffico stradale. Chiusa anche la frontiera con la Germania per quanto riguarda i treni. Interamente evacuata l’Università ULB, tre campus per oltre 20mila studenti.

In Italia, convocato il Comitato nazionale Sicurezza dal ministro dell’interno Angelino Alfano, per oggi alle 15 al Viminale, cui parteciperà anche il premier Renzi.

Alla notizia del nuovo attacco, il presidente della Regione Enrico Rossi scrive su Facebook, dopo aver esternato il dolore e lo “strazio ” che colpiscono al cuore per questa nuova azione terroristica:È difficile individuare una matrice chiara e anche una motivazione, un movente razionale – riflette il presidente toscano – certo è che l’accordo con la Turchia, l’altalenanza delle nostre relazioni con le monarchie sunnite, gli indugi sulla Siria e sulla Libia confermano l’incertezza della nostra politica estera. L’accordo per i respingimenti, ad esempio, penalizza i cartelli criminali. Ma i traffici con le monarchie sunnite svelano un’indolenza degli affari verso la scia di sangue e distruzione. Le autorità europee devono mettere in conto che qualunque decisione sui rapporti tra noi e il mondo arabo avrà ripercussioni nella vita interna dei nostri Stati. Per questo motivo la responsabilità degli Stati deve mettere in conto che ogni errore può compromettere la vita e la libertà dei cittadini”.

Foto: dal profilo twitter di Stib, la società di traporti belga

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