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Attacco ai Parchi: il Senato medita modifiche, la legge regionale scatena malumori Ambiente

Firenze – Attacco ai parchi, da due vertici. Mentre il senato sta valutando le proposte di modifica alla legge sulle aree protette (legge 394/1991) che hanno già fatto andare su tutte le furie le associazioni ambientaliste, in Toscana, la regione ha deliberato la proposta di legge dal titolo “Norme per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico ambientale regionale” che interessa i Parchi Regionali. E, anche in questo caso, i malumori si sono già fatti sentire. E’ stato infatti consegnato, brevi manu, al presidente, Enrico Rossi, un documento redatto dal PD di Vecchiano (comune che ha due terzi del territorio dentro il Parco Regionale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli) dove si leggono le criticità delle proposte regionali.

Prima tra tutte, la marginalizzazione del ruolo dei Comuni nella gestione degli Enti visto che nella legge regionale sarebbe prevista una funzione solamente consultiva, senza poter incidere in nessun atto del Parco e, in più, il mantenimento della carica del Presidente della Provincia che non ha più nessuna rappresentanza elettiva. Altra cosa che crea tensione e che, tra l’altro, è proposta anche nelle modifiche del Senato, è la partecipazione alla Comunità del Parco, certo senza diritto di voto, dei rappresentanti di agricoltori e imprese che operano nell’area protetta (rappresentanti di interessi particolari) considerandoli alla pari dei Sindaci che rappresentano le comunità.

Inoltre, si sostituirebbero i piani di gestione del parco con i piani unici che decidono sulla pianificazione strategica, la disciplina urbanistica e le azioni di riqualificazione ambientale. Di sicuro l’attività più pressante e “interessante” risulterà essere la disciplina urbanistica di dettaglio a danno di tutto il resto: tutela, conservazione, sviluppo di attività economiche sostenibili. Ma una delle questioni più spinose riguarda la declassificazione delle aree contigue. Prendendo ad esempio proprio il Parco di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, sul versante pisano e lucchese, le aree contigue potrebbero sparire dai confini del Parco considerato anche che la gestione di questi ettari passerà esclusivamente ai comuni perdendo, dunque, la necessaria funzione di pianificazione unitaria. E’ facile pensare che queste zone, con il tempo, potrebbero diventare preda di progetti e piani urbanistici avventati che divorerebbero, in men che non si dica, terra, ambienti naturali e, sempre più necessari, polmoni verdi. I falchi sanno aspettare ma la sfida della politica è quello di renderne vana l’attesa, altrimenti questi si intrufolano e vincono, a danno del nostro patrimonio naturale e paesaggistico.

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