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Attentato a Betori, il Gip conferma l’arresto di Baschini Cronaca

“Il perdono appartiene alla sfera della coscienza ed è già stato offerto e non ha bisogno di conferme”. Il cauto silenzio fiorentino dell’Arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori su l’arresto della persona indicata dagli investigatori come suo aggressore si è sciolto a Mosca, dove il presule si trova per un importante scambio culturale. Infatti Betori, commentando la vicenda della persona fermata per l'attentato nei suoi confronti, rispondendo ad una domanda dei cronisti  ha detto: “'Fin dal primo momento abbiamo seguito con stima e gratitudine il lavoro svolto con cura e professionalità dagli inquirenti. L'accertamento della verità in ordine alla giustizia attiene al percorso della società e va sempre intrapreso”, ha aggiunto ribadendo il suo perdono a livello personale. Al momento nessuna dichiarazione invece da parte del segretario don Paolo Brogi, l’unico ferito, durante l’agguato, da un colpo di pistola.  Sul fronte della vicenda giudiziaria questa mattina a Firenze il gip Antonio Pezzuti ha confermato l'arresto di Elso Baschini, il 73enne fermato nella notte tra venerdì e sabato, dopo 14 ore d’interrogatorio, con l'accusa di essere l'aggressore. Per quanto riguarda il movente è saltata fuori una possibile eredità non corrisposta dalla nobildonna Ghita Vogel, da sempre a fianco di don Danilo Cubattoli nel recupero dei carcerati, che però ha categoricamente smentito di conoscere Baschini e di avergli promesso qualcosa. Tra l’altro sembrerebbe che gli investigatori abbiano teso un tranello video a Baschini, mettendolo, venerdì scorso, in una stanza della questura con un pregiudicato marocchino che conosce da circa 20 anni, una delle poche persone frequentate dall’aggressore. Durante questo incontro, ripreso segretamente dalle telecamere, Baschini avrebbe detto: “Quel colpo di pistola mi è partito per sbaglio”. Sembra inoltre che una fonte confidenziale della polizia fece il nome di Baschini come possibile aggressore già il 5 novembre scorso, ovvero il giorno dopo l'agguato. E' quanto si apprende da fonti inquirenti, che indirizzarono subito le indagini in questa direzione. Ad oggi manca ancora però il ritrovamento della pistola, che inchioderebbe definitivamente Baschin. Non è da escludere, nei prossimi giorni, un riconoscimento diretto, in questura, da parte di Betori e don Brogi.L’avvocato difensore di Elso Baschini aveva chiesto al giudice per le indagini preliminari di Firenze, Angelo Pezzuti, di liberare  il suo assistito. Tenuto conto dell’età di Baschini e del fatto che si è dichiarato innocente, aveva detto il legale Cristiano Iuliano, al settantatreenne potrebbero essere concessi gli arresti domiciliari. Il gip fiorentino, però, ha confermato il fermo cautelare in carcere. Questo in quanto si deve ancora capire se l’uomo accusato di essere l’autore dell’attentato del 4 dicembre all’arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori, abbia agito per risentimento  oppure se a guidare le sue azioni sia stato semplicemente il desiderio di ottenere dei soldi derubando il vescovo ed il suo segretario. Iuliano ha chiesto un confronto fra Betori, Brogi e Baschini, puntando sul fatto che i due religiosi hanno più volte dichiarato di non essere sicuri dell’identità dell’aggressore a causa del buio e del brevissimo tempo in cui si è svolto l’agguato di piazza dell’Olio. 

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