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Spara a segretario arcivescovo di Firenze e fugge. Betori illeso Cronaca

L’auto sulla quale viaggiava l’arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori, aveva appena imboccato l’ingresso del garage del palazzo della Curia. Ad un tratto un uomo, entrato dall’ingresso posteriore nell’edificio di piazza Duomo, si è avvicinato alla vettura ed ha chiesto di parlare con il vescovo. A questo punto il segretario particolare di Betori, don Paolo Brogi, è sceso dall’auto ed ha detto all’uomo che non era quello il momento di discutere. Il malintenzionato, in evidente stato confusionale, ha allora esploso contro l’uomo di fede un colpo di arma da fuoco, che la scientifica ha accertato essere una calibro 7,65.. Don Brogi, raggiunto all’addome dallo sparo, si è accasciato a terra ed il vescovo è sceso dalla macchina per soccorrerlo. L’autore dell’aggressione ha gridato infine alcune frasi sconnesse contro Betori, quindi si è dato alla fuga per le vie del centro di Firenze. Immediati sono arrivati i messaggi di solidarietà dei politici toscani. Alberto Monaci, presidente del Consiglio regionale toscano,  ha definito l’accaduto come un fatto gravissimo ed ha dichiarato: «Seguo la vicenda con grande apprensione e rivolgo la più profonda vicinanza, mia e di tutto il consiglio, all'arcivescovo Giuseppe Betori e a Don Paolo Brogi». Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ed il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, si sono precipitati al palazzo arcivescovile, dove hanno già avuto occasione di parlare con Betori. Don Brogi, invece, è stato ricoverato all’ospedale fiorentino di Santa Maria Nuova. La tac a cui è stato sottoposto ha escluso che siano stati colpiti organi vitali, ma la pallottola che è penetrata nel suo torace, non è uscita dal corpo e la prognosi rimane riservata. In queste ore il sacerdote viene sottoposto a esami da parte dei chirurgi che saranno incaricati di estrarre il proiettile dal suo corpo. La polizia fiorentina, intanto, ha già fermato una persona che corrisponderebbe alla descrizione dell’aggressore fornita dal vescovo e dai testimoni. Si tratta di un clochard italiano di 70 anni, trovato in forte stato confusionale e che probabilmente era ubriaco al momento dello sparo. Secondo Rossi, quanto accaduto questa sera "è un episodio inquietante":  "Ritengo che l'episodio  – ha aggiunto Rossi parlando ai giornalisti dopo l'incontro con Betori – si possainquadrare nel clima di incertezze e di tensioni che stavivendo il paese. E' una vicenda che lascia senza parole". Il prefetto di Firenze Paolo Padoin ha disposto che venga accentuata la protezione dell'arcivescovo.

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