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In tremila hanno perso il lavoro dall’inizio della crisi Economia

Ansaldo Breda, Finmeccanica, Lucchini. Grandi realtà industriali del metalmeccanico toscano che sono altrettante partite aperte sul tavolo della Cgil-Fiom. «Con Lucchini, realtà di 2000 dipendenti, più 1500 delle ditte in appalto, abbiamo concluso ieri un accordo importante – ha spiegato stamane il segretario generale della Fiom Toscana Mauro Faticanti, per fare il punto della situazione industriale nella regione all’ante vigilia della manifestazione nazionale – Accordo che permette di tenere tutti dentro con contratti di solidarietà e stabilizzazione dei precari. Ma rimane aperta la questione degli assetti proprietari». C’è poi grande preoccupazione su Ansaldo Breda, 1200 addetti in Toscana. «Resta il problema dei nuovi Cantieri Apuani a Massa Carrara – spiega Faticanti – L’ultima nave in costruzione finirà tra 2 mesi. Dopo non ci sono altre commesse. Abbiamo chiesto insieme alla Regione un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico ma non ci è stata data risposta, nemmeno un no». Ma è la partita Finmeccanica a destare maggiore inquietudine. L’idea di fare la “Grande Elsag” vorrebbe dire portare i 24 stabilimenti che Finmeccanica ha in Toscana, per un totale di 3000 dipendenti, a 12 o 14. «Gli stabilimenti fiorentini Selex Galileo e Selex Elsag, rispettivamente 800 e 400 dipendenti,  rischiano concretamente di essere accorpati. «E gli accorpamenti si fanno non sommando il personale, ma riducendolo – aggiunge il segretario Fiom – In più siamo assolutamente contrari all’idea del Presidente Orsi di fare un contratto nazionale specifico per Finmeccanica».
Intanto la Fiom Toscana si prepara ad andare a Roma per la manifestazione di venerdì 9 marzo. Già prenotati 70 pullman per una partecipazione attesa di 15 mila metalmeccanici toscani. Le adesioni sono state raccolte in 435 assemblee e 60 incontri pubblici per spiegare le ragioni dello sciopero, «che sono assolutamente sindacali e non politiche – precisa Fatiganti – E vanno dalla battaglia per avere in Fiat la Fiom  e qualunque giornale, alla richiesta di democrazia nei luoghi di lavoro, dalla difesa dell’art. 18 alla lotta al precariato. Non è possibile che esistano 49 contratti d’ingresso, tutti precari, in ogni settore. Vogliamo poche forme di lavoro a tempo indeterminato con motivate eccezioni, come la stagionalità. E ribadiamo che l’art. 18 non si tocca. E’ una questione di recupero dei diritti. Non è vero che in Italia non si può licenziare. L’anno scorso abbiamo perso 800mila posti di lavoro. Decisiva la trattativa sulla riforma del mercato del lavoro». La Fiom toscana sfilerà con un carro del carnevale di Viareggio «quale? sarà una sorpresa».
«Abbiamo una situazione di crisi generalizzata che investe tutto il settore manifatturiero». Il segretario Fiom Toscana tira le somme. «Dall’inizio della crisi hanno perso il lavoro 2000 addetti precari del comparto metalmeccanico non riconfermati e senza ammortizzatori sociali. Oltre mille licenziamenti sono stati causati dalla chiusura di fabbriche importanti, come la Eaton di Massa Carrara e la Delphi di Livorno». In Toscana il comparto metalmeccanico conta 80 mila lavoratori con contratto di Confindustria e 30 mila artigiani e incide per il 30% sul Pil regionale.
 

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