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Attivisti di Greenpeace incontrano il presidente della Regione Notizie dalla toscana

Vestiti con costumi da balena, gli attivisti di Greenpeace hanno inscenato nella mattina di oggi, 12 ottobre, una protesta in piazza Duomo a Firenze. I manifestanti hanno chiesto di parlare con il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, dicendosi preoccupati per la situazione del Santuario dei cetacei e per le condizioni delle quattro principali fonti inquinanti toscane. Il Governatore ha ricevuto una delegazione di attivisti ed ha ricordato loro come più volte la Regione abbia scritto al ministro Prestigiacomo, ma senza ottenere mai una risposta. «Condividiamo le preoccupazioni di Greenpeace sullo stato di compromissione dell’ecosistema marino ed in particolare sulle esigenze di miglior tutela dell’habitat del Santuario dei cetacei. Perciò varie volte abbiamo denunciato l’assenza del Governo centrale su questa tematica»,ha dichiarato Rossi. Per quel che riguarda il Santuario dei cetacei, la Regione ha in programma la messa in atto del progetto GIONHA, che servirà a raccogliere informazioni e fornire dati aggiornati sul rumore, sulla poseidonia, i rifiuti e la distribuzione dei delfini nell’area marina. GIONHA è solo un primo passo delle azioni studiate dalla Regione per la tutela del bioparco, dato che l’ente amministrativo regionale ha intenzione di partecipare ai futuri bandi dell’Unione Europea per il monitoraggio del rumore, il tracer dei cetacei, la sensibilizzazione ed il supporto ai pescatori per i rifiuti. Purtroppo, ha osservato il Governatore, la bonifica dei siti di importanza comunitaria (la Regione ne ha individuati 10) procedere a rilento a causa dei mancati finanziamenti statali, e la sola attività volta al controllo dell’inquinamento nelle acque toscane risulta quella di Arpat. Quattro sono, in particolare, le aree sulle quali Greenpeace esprime la sua perplessità: il porto di Piombino, le acciaierie di Piombino, il porto di Livorno e Rosignano Solvay. In queste “hot spots” (aree calde) gli agenti inquinanti sono risultati talmente alti da costringere Arpat a dichiarare il divieto di balneazione. 

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