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Atto di fede nell’Europa stato federale Opinion leader

La dichiarazione di Schuman delineava la messa in comune delle riserve europee di questo settore, avviando la creazione di una  Comunità europea, comprendente sei paesi: Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo, come possibile base concreta per una futura Unione federale. Si trasformava così, lo storico motivo di discordia tra Francia e Germania, in un motivo d’integrazione.
Nel 1957 il trattato di Roma istituì la Comunità Economica Europea (CEE) detta anche Mercato comune. Nel corso degli anni ’60 viene definito anche il controllo comune della produzione alimentare per garantire un sufficiente approvvigionamento di tutta la popolazione della Comunità.
Nel 1973 aderiscono all’Unione europea: Danimarca, Irlanda e Gran Bretagna. Nel luglio del 1974 cade, in Europa, la dittatura militare greca. Nel 1975 cadono le ultime dittature di destra: Spagna e Portogallo.
Nel 1981 la Grecia diventa il decimo stato della U.E., mentre la Spagna ed il Portogallo aderiscono nel 1986. Sempre nell’86 viene firmato “l’atto unico europeo” che pone le basi per un ampio programma finalizzato a risolvere i problemi che ancora ostacolano la fluidità degli scambi tra gli stati membri dell’U.E. Si crea così il Mercato unico. Nel giugno del 1987 viene avviato il programma Erasmus grazie al quale studenti universitari che desiderano studiare per un anno, in un altro paese dell’Unione, ricevono un finanziamento.
Nel 1989, l’abbattimento del muro di Berlino crea le condizioni – dopo oltre 40 anni- per la riunificazione della Germania che avrà luogo nell’ottobre 1990.
Nel 1993 viene completato il Mercato unico con la definizione delle libertà di circolazione di beni, servizi, persone e capitali. Con il trattato di Maastricht sull’Unione europea (1993) ed il trattato di Amsterdam (1999), i cittadini europei definiscono come proteggere l’ambiente e come possono collaborare in materia di difesa e sicurezza.
Nel 1995 aderiscono all’U.E. Austria, Finlandia e Svezia. Nel contempo gli accordi di Schengen consentono ai cittadini  U.E. di viaggiare liberamente senza controlli di passaporti alle frontiere.
Nel 1999 viene introdotto l’euro in 11 paesi ai quali, nel 2001, si aggiunge la Grecia. Nel 2004 dieci nuovi paesi, cui se ne aggiungono altri due nel 2007, aderiscono all’U.E. Con queste adesioni si ritengono definitivamente sanate le divisioni politiche tra Europa orientale e occidentale
Nel settembre 2008, a fronte della crisi finanziaria che investe l’economia globale, si stringe la collaborazione tra gli stati dell’U.E. Il primo dicembre 2009 entra in vigore il trattato di Lisbona che apporta, in seno all’U.E., istituzioni moderne e metodi di lavoro più efficienti.
Nel corso della seconda metà del ‘900, i cittadini europei sono stati i protagonisti di un processo storico inimmaginabile, per le generazioni che l’avevano immediatamente preceduti, nella prima metà del stesso secolo.
L’attuale crisi dell’euro è certamente seria e rischiosa. Non può, però, congelare il processo storico in atto. A questo scopo è  necessario che gli stati dell’UE  accelerino lo sforzo di maturazione politica del processo di costituzione dello stato federale  europeo. Vanificare, in tutto o in parte, i risultati del cammino iniziato nel maggio del 1950, sarebbe politicamente negativo, non comprensibile e con conseguenze imprevedibili

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