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Aumentano gli spettatori ma diminuiscono i consumi Cinema

Il cinema nostrano sta vivendo un continuo calo di biglietti staccati che è andato dalla cifra record di 120 milioni nel 2010 a quella poco invidiabile di 102 nel 2012. Un fattore positivo in queste tristi statistiche è l'aumento di oltre un milione di spettatori che hanno frequentato le sale cinematografiche.  E’ il primo dato che emerge dalla ricerca “Sala e salotto 2013”,presentata oggi a Firenze in un convegno svoltosi all'Auditorium di Sant'Apollonia, al quale sono intervenuti l'Assessore alla Cultura della Regione Toscana Cristina Scaletti, i rappresentanti di ANICA (Riccardo Tozzi, Angelo Barbagallo e Michele Napoli), The Space Cinema (Giuseppe Corrado), ANEC (Domenico Di Noia), FICE (Mario Lorini), RAI (Roberta Delli Carpini), Sky Cinema (Margherita Amedei), Univideo (Roberto Guerrazzi), Mediaset (Giovanni Modina), Chili TV (Stefano Parisi), Cubovision (Piero De Chiara).

La ricerca, commissionata da ANICA e Univideo, in collaborazione con AGIS e ANEC, e realizzata da ERGO Research, ha visto analizzato in particolare il comportamento degli italiani verso il mondo del cinema in sala. Il bacino potenziale è dunque molto alto, ma dalla ricerca emergono elementi critici: in primo luogo la grande concentrazione nella fruizione: se è vero che sono 28 milioni le persone che sono andate al cinema l'anno passato, è infatti anche vero che quasi la metà dei biglietti venduti nei cinema (il 42%) sono stati acquistati da appena 3 milioni di individui. Questo fenomeno di concentrazione del pubblico è comunque generalizzato a tutto il mercato cinematografico e non soltanto al segmento del cinema italiano. La ricerca ha infatti posto in evidenza come il 19% dei consumatori di cinema in sala si accaparrino circa il 70% dei biglietti venduti.

La ricerca ha poi analizzato la fruizione di cinema italiano e il suo gradimento presso il pubblico: in primo luogo è risultato che il pubblico italiano, in media, preferisce i film stranieri (indice di gradimento 7,64 su 10) piuttosto che quelli italiani (indice 6,47), che va al cinema soprattutto per divertirsi, evadere e rilassarsi dalla vita quotidiana. In quest’ultimo caso, però, se si va ad approfondire sugli individui forti consumatori di cinema, si nota che l’accento dell’interesse si sposta su film che sappiano raccontare storie ed emozionare.
La commedia risulta essere il genere preferito (48%), seguita dai thriller e dai film di fantascienza (31%) e dai film d’azione (30%), ma dall’analisi risulta anche che i forti consumatori di cinema prediligono film tratti da libri, così come tendono a considerare poco positivi i sequel e i film con attori noti attraverso la televisione.

Tutti i partecipanti al convegno, che ha discusso da diversi punti di vista i dati espressi dalla ricerca, hanno sottolineato la necessità e l’urgenza di cambiare profondamente il mercato e di aprirlo il più possibile, sia pure nel rispetto di tutte le componenti. Le problematiche però rimangono, gli esercenti difficilmente riescono a trovare modo di innovare l'offerta rimanendo legati ad un modo "vecchio" di distribuire il cinema. Fortunatamente alcuni interventi hanno voluto spingere la discussione proprio su questa contraddizione che vive la nostra distribuzione cinematografica. Forse un primo passo nella direzione di un'offerta più variegata si sta timindamente intrapendendo.

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