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Autista del bus aggredito racconta: “Solidarietà e aiuto da due ragazze straniere” Breaking news, Cronaca

Firenze – Aggressione a un autista del bus in zona piazza Dalmazia, l’autista raggiunto da Stamp racconta la dinamica dei fatti. La vicenda comincia quando sulla linea che va verso piazza Dalmazia, verso le 20, entrano 3 persone, un uomo sui trent’anni con altri due amici, che tengono la mascherina abbassata e bevono da alcune lattina di birra. Uno di questi, di origine jamaicana, non è coinvolto in nessuna delle fasi della vicenda, come tiene a sottolineare l’autista. Il guidatore chiede loro di mettere le mascherine  e di smettere di bere. ” Sul mezzo c’erano una quidicina di persone, con alcuni bambini piccoli. I due non reagiscono violentemente, anzi si scusano e mettono la mascherina”. La questione sembra finita lì, il bus parte, e, come spiega l’autista, “uno dei due, che comunque è in stato di alterazione evidente, comincia ad arrecare disturbo. Niente di partiolare però, tant’è vero che comunque, pur controllando la situazione,  arriviamo alla fermata prima del capolinea di piazza Dlamazia, che si chiama il Ghiaccio”.

Bene, sembrerebbe che i tre scendano e invece no. Uno, quello più giovane e rumoroso, si pianta sull’uscita bloccandola. ” Siete sempre in ritardo – dice in perfetto fiorentino all’autista che protesta dal posto di guida – ora si parte quando c…. lo dico io”.

La situazione si scalda, i cittadini “sequestrati” a bordo cominciano a protestare, alcuni bambini si mettono a piangere. L’autista esce dal posto di guida e in piedi dietro alla catena che delimita il suo spazio, chiede con decisione al disturbatore di levarsi di mezzo e lasciare scendere le persone, in caso contrario chiamerà la polizia. A quel punto, mentre un amico scende, lo scalmanato si avvicina all’autista, inveisce, e, mentre l’autista gli ripete di mettersi la mascherina, gli lancia contro prima la birra  e poi la lattina, infine, davanti all’atteggiamento deciso del guidatore, gli si scaglia contro rompendo la catena. L’autista si barrica nella cabina di guida protetto dal plexiglass, mentre l’amico che è sceso, vedendo ciò che sta succedendo, rientrato sul mezzo pcerca di calmare l’aggressore e di strapparlo via dalla cabina di guida.

L’aggressore desiste ma cerca di distruggere tutto quanto può sul bus. Nel frattempo, le persone a bordo del mezzo sono scese di corsa dileguandosi alla svelta. Sul mezzo, rimangono solo due ragazze straniere. “Le ragazze – dice l’autista – sono state per me fondamentali, dal momento che rimanendo sul bus non mi hanno lasciato solo. Inoltre, hanno chiamato la polizia”. Nel frattempo, sempre secondo il racconto dell’autista, i due scendono (l’aggressore convinto dall’amico) e si dileguano anche loro. L’autobus finalmente riparte, con le ragazze a bordo, e si arriva al capolinea in piazza Dalmazia. A quel punto ci accolgono gli agenti – continua l’autista – chiedono di raccontare i fatti, cosa che faccio con la descrizione dell’aggressione. Gli agenti di polizia rintracciano l’aggressore con i due amici, che nel frattempo di sono recati verso le Cascine”. Riportato l’uomo indietro, avviene il confronto e i tre vengono condotti via. La ricostruzione fatta dal protagonista diretto, l’autista aggredito, mette in luce alcune cose, come tende a sottolineare lo stesso: “La vicenda è stata avviata da due persone che parlavano italiano e fiorentino, e ci tengo a ribadire che le uniche persone che mi hanno dimostrato solidarietà e aiuto sono state le due ragazze straniere”.

Foto d’archivio

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