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Auto in Toscana, sono quasi 632 ogni mille abitanti Società

Firenze – Per l’esattezza, in Toscana circolano 631,5 auto ogni mille abitanti. Più alto rispetto al tasso di motorizzazione italiano, che risulta essere di 608,1 auto per mille abitanti. Andando per province, l’area provinciale toscana con un maggior rapporto fra autovetture circolanti e abitanti è Siena, con 675,5 auto per mille abitanti, seguita da Arezzo, 667,7, Firenze, 644,6, Grosseto, 635,7, Lucca 631,2, Pisa 625,7, Pistoia 623,1, Prato 600,8, Massa Carrara 592,2, e infine Livorno 577,1. I dati sono stati forniti dal Centro Studi Continental su fonti Aci e Istat.

I dati si fanno interessanti se si paragonano a quelli europei. Prendendo in considerazione le sole autovetture, sottolinea il Centro Studi Continental, il dato italiano risulta superiore alla media europea, che secondo Acea (l’associazione dei costruttori automobilistici europei) è di 487 auto ogni 1.000 abitanti. Non solo: nell’ambito dell’Unione Europea il dato italiano è inferiore solo a quello del Lussemburgo (663 auto ogni 1.000 abitanti) ed è maggiore di quello tedesco (539), di quello francese (512), di quello spagnolo (476) e di quello del Regno Unito (464). non solo: dall’analisi emerge anche che il “parco macchine” italiano, senza differenze sostanziali, è in media più vecchio rispetto agli altri paesi europei, con tutto ciò che comporta questo dato in termini di sicurezza e inquinamento ambientale.

Dopo i dati, l’analisi. Cosa comporta questo fitto parco macchine perlopiù vecchio? La prima conclusione cui giunge il Centro Studi è che in Italia, Toscana compresa, è ancora impossibile fare a meno dell’auto per gli spostamenti. E il perché è di tutta evidenza: i trasporti pubblici non funzionano in maniera adeguata e non garantiscono la stessa libertà di movimento dell’auto. Quando ci sono, e nonostante la  Toscana in questo campo sia una delle regioni meglio attrezzate. Altro motivo, la crisi economica ha “sradicato” la residenza nelle città italiane, portando le famiglie sempre più verso l’esterno, in periferie distanti chilometri dal centro nevralgico della città e del lavoro, collegato male o spesso non collegato affatto. Ed ecco che è giocoforza, per portare i bambini a scuola e magari andare al lavoro, prendere l’auto. Che sepsso, data la scarsità di soldi rimasti nelle tasche degli italiani, è pure vecchia. Infine, nella graduatoria delle regioni più motorizzate, il dato sorprendente è che non sono le regioni più ricche a trovarsi ai primi posti, come la Lombardia che è in coda alla classifica insieme al Veneto. Un riprova forse che, se e quando il trasporto pubblica funziona (e c’è), diminuiscono le auto.

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