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Autorità per la Partecipazione, tra rilanci e frenate si discute sulla nuova legge Breaking news, Politica

Firenze – Autorità per la partecipazione, ultima scena? Affatto, dice l’assessore alla partecipazione Vittorio Bugli. Anzi. L’assessore Bugli infatti dichiara tutta la disponibilità della giunta regionale intanto a realizzare l’ultimo atto dell’APP in carica (scadenza, domani martedì  19 marzo), secondo il copione originale che l’Autorità per la Partecipazione aveva in mente per oggi, lunedì 18 marzo: presentazione (a Campi) dei 40 progetti attivati, testimonianze, interventi e in generale un rendiconto dell’attività svolta in questi anni. Non solo: sempre l’assessore Bugli ricorda l’impegno della giunta per il rinnovo della legge sulla partecipazione, che abbisogna (e qui sono tutti d’accordo, sia i tecnici che i cittadini che le associazioni che i politici, presenti oggi nell’auditorium della Regione in una sorta di appuntamento sostitutivo e in tono più dimesso rispetto a quello previsto) di un restyling per adattarsi ai tempi. Senza dimenticare che proprio la Regione Toscana, nel 2013, ricoprì il ruolo di battistrada per l’adozione di questo strumento. Insomma fra punti chiave e dichiarazioni sull’importanza dell’istituto, sembra emergere un reale interesse a riportare allo splendore originario questo strumento di democrazia diretta, dove sembra prevalere, fra i tanti punti sottolineati dagli interventi, la volontà di non trasformarlo in uno strumento monocratico ma di rispettarne il naturale carattere “plurimo”.

Allora, strada in discesa, per la partecipazione in Toscana. Sì, però … Il però, nel caso dell’APP, sembra intestarselo non la Giunta, bensì il Consiglio. Infatti, se la giunta regionale si rende disponibile a realizzare il desiderio di organizzare un rendiconto in grande stile  dell’Autorità per la Partecipazione, non si può dimenticare, ad esempio, che il “congelamento” del denaro necessario per realizzarlo è avvenuto da parte dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, che, come spiegato da Stamp (https://www.stamptoscana.it/la-regione-scarica-la-partecipazione/) ha preso  la decisione (all’unanimità nella seduta del 6 marzo scorso), di sospendere gli impegni dell’APP non ancora registrati formalmente. Fra cui, appunto, l’organizzazione  della giornata del 18 marzo.

Ma il vero problema, come emerso dalla mattinata odierna, è se l’istituto della partecipazione goda davvero di considerazione da parte in particolare del Consiglio, oltre che della Giunta. Se per quest’ultima le affermazioni dell’assessore Bugli sembrano davvero spazzare via i dubbi, tuttavia alcuni fatti continuano a contribuire a realizzare quell’atmosfera di “instabilità” in cui sembra destinato a vivere l’istituto, nato con la legge 46/2013 della Regione. I dubbi sulla credibilità della sussistenza di un reale interesse a far sì che questo strumento di democrazia diretta acquisti sempre più efficacia, sono legati ad almeno tre dati oggettivi: la già citata “sospensione” in attesa di una convocazione dei membri dell’APP (a questo punto è legittimo pensare dopo la scadenza dalla carica), il dimezzamento dei fondi destinati (si è passati dai 700mila euro del 2014 ai circa 330mila del 2018) nonché la polemica (richiamata anche in mattinata) sulle modalità di diffusione del bando per il rinnovo dell’istituto.

La questione alla fine si fa politica. Sottolinea il consigliere regionale e portavoce M5S Gabriele Bianchi: “Tutti i segnali vanno nella direzione di un depotenziamento strutturale dell’Autorità, dai tagli alle modalità del bando per il rinnovo dell’APP, che non è stato adeguatamente pubblicizzato e diffuso, e le cui candidature risultano essere di scarse competenze sul tema ma in compenso godere di “spessore” politico””. Un depotenziamento di fatto, in contraddizione con le dichiarazioni di principio, che, sottolinea Tommaso Fattori, consigliere regionale di Sì Toscana a Sinistra, vede uniti (in riferimento al “congelamento”) “Giani, Lega, Forza Italia e una parte del Pd, in un atto che considero di una forte gravità istituzionale”, come le parole e le considerazioni di cui sono stati fatto segno i rappresentanti dell’Autorità, sempre da parte dell’Ufficio di Presidenza. Per quanto riguarda il dimezzamento dei fondi, “….per far cosa? ..- si chiede Fattori – per alimentare iniziative come quella dei Grandi Toscani, ovvero una sorta di album delle figurine? …”. Infine, sulla questione del bando, i due consiglieri sottolineano che, “se si costruiscono i bandi in quel modo, viene il sospetto che li si facciano per far vincere qualcuno. I bandi si fanno rendendoli pubblici e diffondendoli il più possibile, per consentire al più ampio ventaglio di esperti e ricercatori di accedervi. Sarà poi cura delle istituzioni scegliere, secondo criteri di cui si assumeranno le responsabilità”.

 

 

 

 

 

 

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