energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

AV, la Talpa comincerà a scavare a metà maggio Cronaca

Sopralluogo cantieri alta Velocità: novità, la data d'inizio dello scavo della prima delle due gallerie di sottoattraversamento  del nodo fiorentino. Il via sarà dato a metà maggio, e la "talpa" comincerà a scavare la prima galleria, dopodichè comincerà con la seconda. Sette chilometri e mezzo da Campo di Marte a Castello. Tre anni, la previsione della durata dei lavori per terminare i due tunnel; giusto giusto quando sarà pronta la nuova stazione sotterranea (zona ex-Macelli)  su progetto di Norman Foster. Ma non sarà finita: sistemazioni tecniche comprese, l'opera dovrebbe essere terminata nel 2016. Con tanto di entrata in funzione.
Intanto, da qui a maggio si procederà all'assemblaggio della Talpa che scaverà le viscere di Firenze denominata "Monna Lisa", poichè, come spiega l'ingegnere Francesco Bocchimuzzo, reponsabile dei lavori del nodo fiorentino, la "ricostruzione" del "talpone" verrà completata  in quella data. E dopo, si partirà.

Partenza per la prima galleria dunque. Durata prevista: 18 mesi. Poi, secondo tunnel: durata, 15 mesi. Nel mezzo, dai 7 agli 8 mesi per smontaggio e riassemblaggio della macchina, lunga circa 100 metri. Una vera talpa d'acciaio che entrerà in un "portale" di 70 metri quadri e che divorerà la terra a ritmo di 10 metri al giorno.  La fresa lavorerà a 25 metri di profondità,  24 ore su 24. 354 edifici, che si trovano lungo il percorso, sono sottoposti a testimoniale di stato. Previsto anche un monitoraggio per la Fortezza da Basso e per l'arco di piazza della Libertà. Non toccato il problema dell'Opificio delle Pietre Dure.

A proposito di terra … ancora non è risolto il problema dei residui dello scavo. Intanto, in mancanza di un decreto del ministero dell'ambiente, non si capisce quale natura attribuire alla risulta dello scavo. Saranno terre di scavo? Bene, potranno andare, come previsto,  nelle ex-miniere Enel di Santa Barbara a Cavriglia. Si tratta di rifiuto speciale? Tutto in discarica. Ma dove, come e con che costi, è tutto da stabilire. Del resto, non è cosa da impensierire, secondo Bocchimuzzo, dal momento che la soluzione sarà trovata a seconda dei residui: terra di scavo da un lato, rifiuti dall'altro, oppure terra di scavo ma inquinata e perciò pericolosa, a seconda della tipologia la destinazione sarà adeguata. E le eventuali discariche? Da comunicarsi se occorrerà il caso, dice l'azienda. Il trasporto avverrà su ferro, ma ci sono autorizzazioni per 68 camion al giorno dal cantiere di Campo di Marte e 120 da quello della Foster. E comunque, sia come sia, il residuo non sarà uno scherzo: si prevedono 2,8 milioni di metri cubi di materiale di scavo.
Il sopralluogo odierno è stato effettuato dalle commissioni ambiente e urbanistica del Comune di Firenze. 

Intanto però, è precisamente sul residuo di scavo, che si addensa la bufera. "Con buona pace deIl'ingegnere di Rfi che ci ha guidato nel sopralluogo al cantiere Tav di Campo di Marte e che sembra avere ancora dubbi in proposito, per le norme vigenti il materiale che sarà scavato dalla talpa è classificato come rifiuto speciale – dicono Tommaso Grassi (Sel) e Ornella De Zordo (Unaltracittà) –  lo affermano Arpat, Regione Toscana, Ispra, Ministero dell'Ambiente. Quindi va portato in apposita discarica. La questione è di fondamentale importanza: in quanto rifiuto speciale, lo smarino prodotto dalla fresa non potrà essere portato nella cava di Santa Barbara, nel Comune di Cavriglia nel Valdarno, così come previsto, ma dovrà essere opportunamente trattato a norma di legge. Quindi, il materiale non potrà viaggiare su ferro, come da prescrizioni, ma dovrà essere trasportato su gomma; come la mettiamo con le prescrizione della Valutazione di impatto ambientale che vengono così disattese? Inoltre i numeri dei camion sono allarmanti: 68 più 120 mezzi pesanti al giorno in uscita dai due cantieri di Campo di Marte e ex Macelli sulle strade cittadine per un numero non ben precisato di anni. Tutto questo a meno che non venga approvata una norma (già predisposta dalla ex ministro Prestigiacomo) che equipara i rifiuti di questo tipo a semplici terre, ma ci auguriamo che Governo e Parlamento italiano abbia altri più pressanti e nobili impegni".

Inoltre, l'altra questione su cui si appuntano le critiche dei due consiglieri comunali Grassi e De Zordo è l'individuazione delle discariche.  "A domanda precisa se sia stata individuata la discarica, o meglio le discariche, autorizzate per gli oltre 2 milioni di metri cubi di questi rifiuti speciali ci è stato risposto di no – dicono i consiglieri – quanto al costo dell’operazione, secondo l'ingegnere non ci saranno variazioni di costo: peccato che i prezzari ufficiali di aziende del settore stimino un aumento di 40 euro in più a tonnellata per il conferimento in discarica (ogni m3 di terreno pesa circa 2 tonnellate). Vogliamo fare due conti?".
Non solo. Visto la ormai chiara definizione delle terre di smarino (secondo quanto affermato dai due consiglieri) come rifiuti speciali, "l'unica certezza è che non si potrà scavare neanche un centimetro del tunnel senza avere le autorizzazioni per portare i materiali in discarica, pena una immediata denuncia per traffico di rifiuti – concludono Grassi e De Zordo –  e quindi la data di inizio lavori, ipotizzata per metà maggio, risulta ad oggi poco credibile. Si informi bene Nodavia prima di mettere in moto una fresa perchè sarebbe una intollerabile forzatura". 

Foto: http://it.paperblog.com/
 

 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »