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Avviso di sfratto, anziano colpito da malore Cronaca

Forse 86 anni sono troppi, 86 anni vissuti pensando che polizia, sgomberi, forza pubblica siano cose da vergognarsi e starne alla larga, per reggere un avviso di sfratto con forza pubblica perché non hai potuto pagare l'affitto. Cinquecento euro al mese che diventano una cifra da capogiro per chi percepisce una pensione bassa, al limite della sopravvivenza. In particolare se, oltre a essere anziano, sei solo (vedovo) e malato. Così, il protagonista della nostra storia, Ugo, un anziano signore che abita nella zona di San Jacopino, stamattina se ne è andato con il preavviso di sfratto con la forza pubblica in mano dal sindacato a cui è iscritto, il Sunia. E mentre piangendo lo mostrava ai responsabili del sindacato, è stato colto da malore. 

“Questa mattina mentre il signor Ugo si apprestava piangente a mostrare l’avviso di sgombero – sono le parole dell’avvocato del SUNIA Emanuele Rindori – ha accusato, subito stramazzando al suolo, un mancamento con convulsioni e conati di vomito fino a perdere conoscenza”. E’ stata subito chiamata un ambulanza del 118 che dopo circa un’ora di soccorsi in loco ha trasportato l’anziano in ospedale dove nel frattempo dava fortunatamente si è ripreso.

Il sindacato lo segue da tempo, e proprio con il Sunia il signor Ugo ha fatto  la domanda per il bando case popolari del 2012, ottenendo solo 5 punti perché ancora non aveva lo sfrattoProprio qualche settimana fa il SUNIA aveva denunciato lo stress psico-fisico, il senso di vergogna e di mancanza di adeguati sostegni subiti soprattutto dagli anziani e non solo, colpiti da sfratto per morosità incolpevole dovuto alle condizioni di salute, al basso reddito e alla perdita del lavoro – dichiara Simone Porzio, segretario del SUNIAstiamo assistendo ad una vera e propria mattanza ai danni di migliaia di famiglie lasciate sole ad arrangiarsi e farsi la guerra tra di loro, mentre la politica e le istituzioni continuano a sottovalutare le conseguenze sociali dovute alla questione della precarietà e dell’emergenza abitativa”.

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