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Aziende per l’export: Rossi ai prefetti, basta l’autocertificazione Economia

Firenze – Ripartono i settori produttivi dell’export esposti alla concorrenza internazionale: quelli almeno orientati in modo prevalente alle esportazioni. La possibilità si è concretizzata grazie ad una nota esplicativa dei ministeri allo Sviluppo economico, Salute e Innovazione e trasporti inviata ieri, domenica 26 aprile, al ministro agli interni. Quelle aziende potrebbero dunque riaprire ancora prima del 4 maggio.

“Ci hanno dato ragione – commenta il presidente della Toscana Enrico Rossi – e ringrazio per questo il governo Conte. La Toscana è pronta e ha elaborato protocolli di sicurezza ancora più rigidi di quelli nazionali”.

Da oggi si rimette in moto anche il settore delle costruzioni, ma solo per i cantieri pubblici di opere legate al dissesto, la scuola, le carceri e l’edilizia pubblica residenziale. Anche per loro varrà il protocollo, in Toscana, adottato tra Regione, imprese e sindacati.

Che il settore più vocato ed esposto all’export e alla concorrenza internazionale riaprisse velocemente la Toscana lo avevo chiesto da tempo. E da tempo la Regione, assieme alle parti sociali e le associazioni di categoria, stava lavorando perché ciò avvenisse in assoluta sicurezza, definendo come ciò sarebbe dovuto avvenire. La Toscana aveva individuato tremila aziende che esportano almeno il 25 per cento sui mercati internazionali: imprese che producono macchinari, pelletteria e cuoio, l’oreficeria di Arezzo e tutto il settore della moda, 90 mila lavoratori diretti ed altri 25 mila nell’indotto che insieme realizzano un terzo del Pil regionale, ovvero 33 miliardi di euro. Non è detto che tutte però rientrino tra i requisiti previsti nella nota ministeriale: potrebbero essere un migliaio in meno.

La circolare dice infatti che le «attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale» per le quali è necessaria una semplice comunicazione ai prefetti per riaprire non sono da intendersi solo quelle relative ai settori coperti dalla normativa sul golden power ma «quelle attività produttive orientate in modo prevalente alle esportazioni, il cui prolungamento della sospensione rischierebbe di far perdere al Paese quote di mercato».

Il presidente della Toscana Enrico Rossi ha scritto ai prefetti sulla riapertura delle aziende strategiche dell’export,  su come individuare queste aziende.

“Si dovranno considerare – scrive Rossi nella lettera ai prefetti – le imprese per cui almeno il 50 per cento del proprio fatturato , in almeno uno degli ultimi tre anni, è rivolta all’estero”. Imprese e indotto. “E siccome non vi è nessun dato che consenta di cogliere le imprese appartenenti alle filiere – prosegue Rossi – tutto questo deve basarsi su una autocertificazione da parte dell’impresa leader, che, oltre a dichiarare che almeno la metà del proprio fatturato è rivolto all’export, dichiara anche quali sono le imprese della propria filiera”.

Una procedura semplice e rapida. Naturalmente le aziende che riapriranno, oltre a darne comunicazione al prefetto, dovranno farlo rispettando le misure di sicurezza e prevenzione previste dal decalogo anti-contagio dell’ordinanza che il presidente della Toscana Enrico Rossi ha firmato il 18 aprile dopo un confronto con le parti sociali e le associazioni di categoria.

“L’export toscano è cresciuto del 70 per cento dal 2008, anno d’inizio della grande recessione – sottolinea Rossi – ed oramai ha superato i 40 miliardi di euro. In tal senso la perdita di posizioni e delle relative quote di mercato nel contesto internazionale costituisce un elemento di rilevanza strategica, in misura ancora più consistente per un territorio come la Toscana che ha una struttura produttiva a base esportativa”.

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