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Baby calciatori, parla la difesa dell’ivoriana arrestata Breaking news, Cronaca

Prato – La Polizia di Prato diretta da Francesco Nannucci, sotto la guida del procuratore capo Giuseppe Nicolosi  e dei sostituti Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli, ha emesso nei giorni scorsi quattro ordini di custodia cautelare, nei confronti dei presidenti di Prato e Sestese, di un procuratore e di una donna ivoriana e ha disposto la perquisizione delle sedi di due club di Serie A ed uno di B, in quanto accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per una tratta di calciatori minorenni provenienti dall’Africa.

Per l’accusa, sarebbero state prodotte delle false documentazioni per ottenere permessi di soggiorno al fine di ottenere visti d’ingresso per entrare in Italia, usufruendo dei ricongiungimenti familiari.
In particolare la signora nativa della Costa d’Avorio, Eulalie Stephanie Nety, ma residente in Italia dal 2002,avrebbe dichiarato il falso circa il minorenne Esmond Davilla, suo nipote, figlio della sorella morta insieme al marito, a causa della guerra civile che insanguina quel paese, e rimasto orfano.
A questo proposito interviene l’avvocato Leonardo Sanesi, difensore  della signora Nety, attualmente rinchiusa nel carcere di Sollicciano, spiegando che “gli uffici burocratici della Costa d’Avorio, non è che funzionano come in Italia, innanzitutto perché i documenti sono difficilissimi da reperire in quanto distrutti dalla guerra e poi perché in quel paese è tutta una corruzione a cielo aperto.”
“La mia cliente – sottolinea l’avvocato – non è un mostro o una persona che fa tratta di esseri umani, oppure che favorisce lo sfruttamento dei minori, così come è stata descritta da alcuni giornali, ma, con un metodo sicuramente sbagliato, ha solo cercato di portare in Italia, dal suo paese in guerra, i suoi tre nipoti.
Per questo abbiamo chiesto per la signora Nety, che sta collaborando ampiamente con i Pubblici Ministeri del Tribunale di Prato Gestri e Boscagli (un interrogatorio durato oltre quattro ore in procura, n.d.r.) il rito abbreviato per la produzione dei documenti falsi”.
Foto: Leonardo Sanesi

 

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