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Ballottaggi, chance della prima volta per il centrodestra Breaking news, Politica

Firenze – Il centrodestra lo sa: questa domenica di ballottaggi potrebbe rivelarsi la sua domenica vincente. E l sa anche il Pd: questa domenicqa di ballottaggi potrebbe dar corpo a quella fase di sgretolamento del suo potere ormai avanzato in molte zone d’Italia. E soprattutto, quello che fa più male al cuore del vecchio centrosinistra, nelle “regioni rosse”.

Rossa, la Toscana, lo è sempre stata. Tranne qualche zona limitata, dal dopoguerra in poi la sua vocazione alle lotte sociali e alla solidarietà l’ha portata a mantenere solido un sistema di potere che, pur fra critiche e rese di conti sovente feroci, ha sempre contato sull’appoggio della base. Un potere anche territoriale, disseminato in miriadi di case del popolo, circoli, associazioni. Che ora, per la prima volta, potrebbe entrare in crisi. §I punti nevralgici sono nomi che rappresentano altrettante pugnalate al cuore del Pd: Siena, Massa, Pisa. Sfide che valgono come referendum: fuori i cinquestelle dal tavolo da gioco, ecco che lo scontro è diretto, salviniani-Pd. Il tema su cui si sono giocate le fiches più pesanti, quello della sicurezza, in cui i maestri della Lega non hanno fatto sconti a timori, intolleranze e paure, mentre il tema del lavoro non è stato giocato con la stessa maestria dal centrosinistra. Del resto, il problema, come spiegavano alcuni operai fuori dai cancelli di una fabbrica fiorentina, sicuri di raccontare il sentimento di molti, “il Pd non è credibile”. Insomm,a il Jobs Act avrà forse seminato lavoro, pur temporaneo e pur sottopagato, ma ha reso “incredibile” la posizione del centrosinistra sull’occupazione. Vox populi …

Ed ecco i nomi e cognomi delle sfide di oggi. Intanto, urne aperte dalle 7 alle 23, ballottaggi e quindi risultato veloce. A Pisa, dove il tema sicurezza è stato particolarmente “battuto”, l’onda salviniana avrebbe secondo i sondaggi messo sotto di un punto Andrea Sertodi nei confronti del candidato di centrodestra, Michele Conti. Situazione in bilico, anche perché gli “appoggi” delle altre liste fanno quasi pari per i due candidati. E saranno i voti della lega a spostare l’asse della sfida.

Ballottaggi che valgono come referendum. A Siena, dopo il fronte comune che è riuscito a trovare spazio fra le due fazioni in eterna lotta del centrosinistra che vedono a loro capo il sindaco uscente Bruno Valentini (Pd) e l’ex sindaco Pierluigi Piccini, qualcuno tira un sospiro di sollievo, sebbene il candidato del centrodestra Luigi De Mossi, puntellandosi sul risultato ottenuto al primo turno (solo tre punti sotto Valentini) ancora ci creda.

Si presenta diversa nella forma la situazione a Massa, dove il Pd si presenta in coalizione per arginare il centrodestra col suo forte candidato Francesco Persiani. Contrapposto, il sindaco uscente Andrea Volpi, bravissimo a cucire quella che si è dimostrata una coalizione “vera”, che potrebbe diventare un vero bastione per l’assalto alla baionetta che un centroestra compatto e determinato dietro Persiani porta avanti.

Tenute queste tre città, il Pd potrà ancora dire di avere la Toscana. Se una sola dovesse cedere, finirebbe nella polvere anche la supremazia del centrosinistra nelle città capoluogo. Senza dimenticare che oggi si gioca anche una rilevantissima battaglia in tre piccole città vero test di prova per la cultura politica della sinistra: Campi Bisenzio, Pescia e Pietrasanta.

Infine, il vero convitato di pietra di questa tornata elettorale: la partecipazione. Anche questa farà da cartina di tornasole per capire se la politica è tornata sul territorio o è sempre la minoranza a decidere chi governerà città e cittadini.

 

 

 

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