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Ballottaggi, Salvini a Prato per Spada, “Domenica ci riprenderemo Prato” Breaking news, Politica

Firenze – Si è conclusa ieri sera  la campagna elettorale del candidato della Lega Daniele Spada, in piazza delle Carceri  a Prato con il palco che dava le spalle alla chiesa, scelta, quest’ultima, del tutto inusuale. Ad uno ad uno gli esponenti della coalizione del centrodestra (che però in vista del ballottaggio dopo un primo accordo hanno deciso di non accedere a nessun apparentamento con Spada pena l’esclusione di  alcuni di loro, in caso di sconfitta elettorale, dal Consiglio Comunale), hanno salutato i sostenitori e amici (1700 persone, dato della polizia municipale). Il primo a salire sul palco l’ex Sindaco Cenni e poi via via tutti gli altri  alla presenza del coordinatore  provinciale Recaldin e della sindaca di Cascina Susanna Ceccardi. Applausi  all’ invito di “andate a votare” e caloroso invito della Garnier, ex candidata sindaca di due liste civiche: “Portate domenica a votare anche chi è in carrozzella o con l’ossigeno!”.
Il candidato Spada  ha chiesto la fiducia dei pratesi  perché la città, con lui sindaco, “possa tornare a sorridere”, e ha ironizzato sullo slogan “con tutto l’amore che c’è”, del sindaco uscente Matteo Biffoni. Ha ricordato che lui abitava tra via Pistoiese e via Filzi in un appartamento  che ora è un negozio di abbigliamento cinese e che vederlo così gli fa male al cuore. E ricorda al sindaco che, se avesse amministrato bene avrebbe vinto al primo turno,”e quelli di fuori ora non sarebbero qui”.
 È stata poi la volta di  Matteo Salvini che alle 21 è salito sul palco. Spada lo ha invitato ad indossare la maglia dalla scritta fucsia, il colore scelto dalla Lega per questa tornata elettorale. Anche Salvini ha parlato dell’importanza di andare domenica a votare per cambiare le cose a Prato “perché il treno passa ora e poi tra cinque anni e ho conosciuto candidati sindaco che per quattro voti non sono passati”.

Poi ha raccontato della sua importante vittoria in Europa, e di come, forte dei voti ottenuti,chiederà a Bruxelles “ricette con vitamine e non schiaffoni” per un l’Italia che sta uscendo dalla crisi perché essa “è come un malato che viene fuori  da un’influenza”.

In una miscellanea di battute leggere e temi importanti, ha anche detto che manderà dei fiori alla giornalista Gruber perché siamo vicini a Pistoia la zona dei vivai; ha ricordato poi il dono del rosario che gli fu regalato dal Vescovo di Ascoli Piceno, perché lui è “un uomo di fede e perció la esterno”. Sui risultati del governo ha ribadito  che dopo le schermaglie elettorali è tornato a riparlare con Di Maio e che questo governo durerà nonostante i litigi, perchè lui non vuole il  ritorno di Renzi, Lotti, la Boschi e del Pd di Zingaretti. Ha sottolineato come trofeo “il 90% di sbarchi in meno” che gli consentirà di investire i soldi risparmiati per aumentare le   forze dell’ordine ,”tremila uomini in più a presidiare il territorio”.
Ha dato la sua parola che non alzerà le tasse agli italiani, che smantellerá la legge Fornero, e che lui le regole, in quanto Ministro degli Interni, le rispetta e vuole farle rispettare. Ricordiamo che la venuta del ministro dell’interno era stata preceduta, la mattina, da un episodio che aveva provocato un certo disagio. Si tratta del malumore, se non dell”irritazione, che il suo annuncio  ad indagini ancora in corso ieri mattina sull’arresto a Prato di dieci cinesi e la battuta “la pacchia è finita”,  avrebbero provocato al procuratore di Prato Giuseppe Nicolosi, anche perchè con l’annuncio,  Salvini avrebbe potuto agevolare  la fuga di persone coinvolte che altrimenti sarebbero state arrestate.
A conclusione del suo intervento, ha affermato:  “Domenica ci riprendiamo Prato, il prossimo anno la Regione e cacceremo  Rossi perchè  il Pd deve andare a casa”.
Si è poi allontanato sulle note di cantanti neomelodici italiani  per la diretta televisiva del programma di Del Debbio, salutando la piazza festante con: “Comunque vada, avremo vinto”.
Foto: da sinistra, Daniele Spada, Matteo Salvini e Susanna Ceccardi
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