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Bambini toscani, uno su tre è in sovrappeso o obeso Società

Sovrappeso e obesità colpiscono ancora in modo significativo la popolazione infantile toscana: un bambino su tre è in sovrappeso o obeso. Spesso la respnsabilità è di una dieta inadeguata, con troppe bevande zuccherate (calato significativamente  l’apporto di quelle gassate), poco movimento, torppo tempo davanti alla tv o ai vidoegiochi. In più, in molti casi i genitori non hanno la percezione di ciò che succede al loro figlio. Tuttavia, rispetto ai dati risultanti dall’indagine analoga svolta nel 2008, qualcosa è migliorato. I risultati della ricerca  “Okkio alla salute”, condotta dalla Regione in collaborazione con il Creps, il Centro ricerche educazione e promozione della salute dell’Università di Siena, nell’ambito del programma “Guadagnare salute”, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, lo domostrano.
I risultati dell’indagine, condotta su quasi 2.000 bambini toscani tra 8 e 9 anni,  sono stati presentati oggi 18 novembre dall’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia, assieme a Mariano Giacchi, direttore del Creps, e a Francesco Cipriani, direttore dell’Ars, l’Agenzia Regionale di Sanità. Con i risultati della ricerca, l’assessore Scaramuccia ha illustrato anche una serie di iniziative messe in atto dalla Regione per contrastare l’aumento di peso nei bambini, e promuovere corretta alimentazione, movimento, attività fisica.
L’indagine è stata condotta su 1.811 bambini tra 8 e 9 anni di 96 scuole toscane, in comuni di varia tipologia (grandi, piccoli, città, campagna, ecc.). La raccolta si è conclusa nel giugno 2010. Ai questionari hanno risposto i genitori. Solo il 4,5% dei genitori hanno inviato il rifiuto per la misurazione dei propri figli, gli altri hanno tutti collaborato.
Tra i bambini del campione considerato, lo 0,8% risulta sottopeso, il 70,7% normopeso, il 21,2% sovrappeso e il 7,2% obeso. Complessivamente, quindi, il 28,4% dei bambini presenta un eccesso ponderale.
Sembra esistere una correlazione con il peso dei genitori: quando almeno uno dei due genitori è in sovrappeso, il 23,5% dei bambini risulta in sovrappeso, e il 7,3% obeso. Quando almeno un genitore è obeso, il 24,8% dei bambini è in sovrappeso e il 23,4% obeso.
Per quanto riguarda l’alimentazione, il 66,1% dei bambini fa una colazione qualitativamente adeguata, l’8,2% non fa colazione e il 25,7% non la fa qualitativamente adeguata. Quanto alla merenda di metà mattina, solo il 27,4% consuma una merenda adeguata, la maggior parte (69%) la fa inadeguata e il 3,6% non la fa per niente.
I genitori riferiscono che il 33,3% dei bambini consuma la frutta 2-3 volte al giorno, il 35,6% una sola porzione al giorno, il 30% mangia frutta meno di una volta al giorno o mai nell’intera settimana. Il consumo di frutta è maggiore nei bambini di mamme con titolo di studio più elevato (43,3%), rispetto alle diplomate (32,9%) e alle mamme con titolo di studio più basso (29,1%). Quanto alla verdura, il 19,8% la consuma 2-3 volte al giorno, il 32,1% una sola porzione al giorno, il 46,8% meno di una volta al giorno o mai nell’intera settimana. Anche per la verdura, il consumo è maggiore se la mamma ha un titolo di studio più elevato (26,3%), rispetto alle diplomate (21,3%) e alle mamme con titolo di studio basso (17,7%).
Quanto al consumo di bevande zuccherate e gassate, solo il 60,1% dei bambini consuma meno meno di una volta al giorno, o mai, bevande zuccherate; il 25,1% le assume una volta e il 14,7% più volte al giorno. Il 90,6% dei bambini consuma meno di una volta al giorno o mai bevande gassate; il 5,8% le assume una volta e il 3,4% più volte al giorno.
Rispetto all’indagine del 2008, si osserva un miglioramento nel consumo di merende adeguate a metà mattina (da 11,2% nel 2008 a 27,4% nel 2010) e un aumento del consumo di 5 porzioni di frutta e verdura (dal 2,2% all’8,2%). Si conferma invece la tendenza a bere bibite zuccherate, abitudine alimentare che dispone fortemente all’aumento di peso.
Per quanto riguarda il movimento e gli stili di vita, il 73% dei bambini ha giocato all’aperto il pomeriggio antecedente all’indagine, i maschi (75,1%) più delle femmine (70,7%); e il 45,9% ha fatto attività sportiva strutturata il pomeriggio antecedente all’indagine, anche in questo caso, i maschi (50,4%) più delle femmine (41,1). La stragrande maggioranza (59%) va a scuola in macchina, il 17% con lo scuolabus, e solo il 20% a piedi, e il 2% in bicicletta.
Rispetto all’indagine del 2008, è aumentato il tempo dedicato all’attività motoria. Resta il fatto che solo un bambino su 10 ha un livello di attività fisica raccomandato per la sua età. Per quanto riguarda le Tv e i videogiochi: il 69% dei bambini vi trascorrono da 0 a 2 ore al giorno, il 26% da 3 a 4 ore, il 5% almeno 5 ore. Rispetto al 2008, è diminuito il numero di bambini che hanno un televisore in camera, e anche il numero di bambini che trascorrono davanti alla tv o ai videogiochi più di 2 ore al giorno.
Alcuni studi hanno dimostrato che i genitori possono non avere un quadro corretto dello stato ponderale del proprio figlio. Lo confermano i risultati dell’indagine: ben il 43,6% delle madri di bambini sovrappeso e il 5,1% delle madri di bambini obesi ritiene che il proprio bambino sia normopeso o addirittura sottopeso. Solo il 24,3% delle madri di bambini sovrappeso e il 53% di bambini obesi ritiene che il proprio figlio mangi troppo. E, all’interno del gruppo di bambini non attivi, il 62,7% delle madri ritiene che il proprio figlio svolga una sufficiente attività fisica, e il 5,4% molta attività fisica
Come premesso, la Regione intende rafforzare e sviluppare i piani già messi in atto per contrastare l’obesità infantile e promuovere corretti stili di vita.
Prosegue intanto il  “Progetto assistenziale per il bambino con eccesso ponderale”, che definisce specifici percorsi di diagnosi e follow up. Obiettivi del progetto, l’individuazione precoce da parte del pediatra di famiglia dei bambini a rischio di sviluppare le complicazioni metaboliche legate all’eccesso di peso, e gli interventi, anche in collaborazione con gli specialisti, per prevenire patologie croniche. Il target individuato è la popolazione pediatrica di dieci anni, con previsione di una coorte annuale di 30.000 bambini. Al momento della presa in carico, viene valutata la presenza di fattori di rischio, e ai bambini obesi sono prescritti gli esami di laboratorio, per evidenziare precoci alterazioni metaboliche. In caso di necessità di un supporto clinico, psicologico o dietologico, il pediatra potrà inviare il bambino agli specifici ambulatori Asl. Ai pediatri di famiglia viene fornito dalle Asl materiale informativo per le famiglie.
Vengono inoltre raffrozate e ampliate le “Azioni per facilitare il guadagno di salute dei giovani con la scelta del movimento e dell’attività fisica”: formazione degli operatori, progetti con le scuole, collaborazioni con l’associazionismo sportivo, organizzazione di laboratori e “campus educativi” con i ragazzi, attività in parchi e aree verdi, coinvolgimento delle famiglie.

 

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