energee3
logo stamptoscana
Edizioni Thedotcompany

Banca Etica batte il “credit crunch” Economia

"C'è un'economia sana, che tutela l'ambiente, produce energia da fonti rinnovabili, rispetta i diritti umani, aggrega le persone per la difesa dei beni comuni e la promozione di sviluppo umano che ha bisogno di credito”. Sono espressioni di Ugo Biggeri, presidente (fiorentino di nascita e residenza, ndr) di Banca Popolare Etica, orgoglioso di commentare gli ultimi dati relativi al bilancio 2011 riportati dal suo tenace e innovativo istituto bancario. Siamo alla svolta? E’ dunque realistico e realizzabile il concetto di Finanza Etica?
Secondo molteplici detrattori, finanza ed etica sono termini quanto meno inaccostabili se non del tutto antitetici, ma i dati effettivi sembrano smentire questa posizione già da qualche anno, mostrando una Finanza Etica capace di tenere botta con grande ambizione nel suo ruolo anticiclico in questa gravissima congiuntura economica mondiale. Banca Popolare Etica, primo istituto di credito italiano interamente dedicato alla Finanza Etica, “ha chiuso il 2011 registrando, per il terzo anno consecutivo, una crescita a due cifre nei volumi” – come si legge nel comunicato formulato dall’istituto bancario, supportato dai dati riscontrabili per intero su più siti istituzionali inerenti economia e finanza. “La raccolta di risparmio – evidenzia il comunicato – ha raggiunto quota 717 milioni €, pari all'11,7% in più rispetto al 2010, mentre i crediti erogati sono pari a 540,8 milioni (+ 23,9% sul 2010). Cresce anche il capitale sociale della Banca, che registra nel 2011 un aumento del 14%”. “Sono risultati che ci rendono orgogliosi – ha affermato in proposito il direttore generale di Banca Etica, Mario Crosta – perché in questa fase di ‘credit crunch’ (stretta creditizia, ndr), e di sofferenza per l'economia reale, stiamo riuscendo a far crescere il nostro sostegno alle imprese sociali, grazie anche al numero sempre più consistente di risparmiatori che scelgono Banca Etica. Nel 2011 Banca Etica ha finanziato iniziative straordinarie che coniugano efficienza e solidarietà e inclusione sociale. Tra tutte – ha proseguito Crosta – mi piace ricordare i primi esperimenti in Italia di Workers Buyout: i dipendenti di aziende fallite salvano i loro posti di lavoro costituendosi in cooperativa e rilevando la ditta grazie all'investimento degli ammortizzatori sociali e al nostro finanziamento. Con questi numeri possiamo progettare un'ulteriore crescita di Banca Etica sui territori e lo sviluppo di nuovi servizi e nuove convenzioni in particolare con le imprese della cooperazione sociale che proprio nel 2012 celebrano l'anno internazionale». Banca Etica conferma dunque la sua innovativa capacità di consentire a cittadini e imprese di finalizzare il proprio risparmio a sostegno di iniziative legate all’economia reale, senza sconfinare in giochi finanziari di dubbia sostenibilità sistemica. Ciò non toglie che “attualmente la Finanza Etica, pur non essendo in alcun modo complice delle bolle finanziarie che hanno innescato la crisi, si trovi a pagarne le conseguenze, sia in termini di inasprimento delle normative che impongono una capitalizzazione sempre più consistente e difficile da raggiungere per gli istituti medio-piccoli e non speculativi, sia in termini di peggioramento indiscriminato delle imposizioni fiscali anche a carico dei piccoli risparmiatori che scelgono la finanza etica e che andrebbero invece agevolati” ha illustrato lo stesso Ugo Biggeri.
Il valore aggiunto in grado di porre Banca Etica in controtendenza rispetto ai trend negativi dei ben maggiori istituti creditizi internazionali sembra risiedere nell’idea di una rivoluzione possibile: secondo i soci di Banca Etica, la loro possibilità tangibile di essere protagonisti delle proprie scelte finanziarie, non abboccando a “giocate” poco prudenti di istituti finanziari che, a caccia di liquidità, promettono alti rendimenti radicati in attività speculative a scapito del sostegno all'economia reale, costituirebbe la forza differenziante.
In una cornice macroeconomica tanto complessa, il fondamentale ruolo dei Governi deve necessariamente essere accompagnato da un’attività responsabile e consapevole dei risparmiatori, protagonisti con le loro scelte di risparmio di un’economia virtuosa o fallimentare, ma talvolta spaesati rispetto alle capacità di incidere realmente sul grande mercato finanziario internazionale. La notizia riportante l’ottima salute di un istituto come Banca Etica (http://www.bancaetica.com/Default.ep3) risulta dunque oltremodo interessante in un’ottica di ricerca di modelli finanziari sostenibili. Banca Popolare Etica conta oggi in Italia circa 36.000 soci e 16 filiali, tra le quali una ha sede nella nostra Toscana, nel cuore di Firenze, in via dell’Agnolo.

Mario Agostino

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »