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MPS, via libera all’aumento di capitale di 5 miliardi Breaking news, Economia

Siena – Il nuovo management di MPS ha avuto oggi il via libera all’aumento di capitale di 5 miliardi destinato ad accompagnare il piano industriale che dovrebbe portare la banca senese, nella tormenta da anni, su terreni meno scivolosi. L’operazione, che prevede anche la cessione di 27 miliardi di sofferenze con una maxi cartolarizzazione, è stata approvata in serata nel corso di un’assemblea straordinaria con il 96,33% di si dei presenti, che però rappresentavano solo il 22% del capitale. Il piano, che “non aveva alternative”, aveva ricevuto il benestare dalla BCE e Bankitalia solo ieri nonostante l’operazione fosse stata prospettata al mercato un mese fa dall’ad Marco Morelli, da 70 giorni alla guida dell’istituto al posto di Fabrizio Viola.

Gli azionisti hanno anche approvato, come previsto, la nomina di Alessandro Falciai alla presidenza della banca al posto del dimissionario Massimo Tononi, il raggruppamento delle azioni (100 vecchie azioni per un nuovo titolo) e la riduzione del capitale sociale da 9 a 7,3 miliardi a causa delle perdite registrate nei primi nove mesi. La banca ha annunciato una revisione dei risultati gennaio-settembre, contabilizzando così perdite a 4,55 miliardi, cioè 300 milioni in più di quanto previsto a ottobre

L’aumento che se andrà in porto farà salire a 20 i miliardi raccolti sul mercato dalla banca negli ultimi 10 anni e a 15 miliardi in tre anni, dovrebbe scattare verso il 7 -8 dicembre. Dopo cioè l’esito del referendum, che secondo Morelli però, è un’operazione estranea ai destini della banca. Per MPS, ha detto, il piano industriale e la ricapitalizzazione “sono slegate da considerazioni legate al referendum”, liberi gli altri, ha aggiunto, di fare le “loro valutazioni”. Il nuovo ricorso al mercato dovrebbe servire a compensare le profonde perdite generate dalla vendita dei NPL, cioè di quella montagna di crediti a rischio di cui la banca si vuole liberare. Nel corso della riunione più di un azionista è duramente intervenuto proprio a proposito di questi crediti, chiedendo di sapere a chi e con quali garanzie erano stati elargiti tanti soldi , operazioni che assieme allo sventurato acquisto di Antonveneta hanno minato la solidità di una banca che fino a una decina di anni fa godeva di una gran solidità e una liquidità invidiabile. Morelli e Tononi però, in nome del rispetto della privacy, non hanno mantenuto il massimo riserbo sui beneficiari dei crediti. Massimo riserbo è stato mantenuto da Morelli anche sull’esito del suo road show che lo ha portato in giro per il mondo alla ricerca di investitori. Invocando la clausola di confidenzialità non ha fatto nomi, precisando però che il piano di salvataggio di MPS aveva suscitato interesse tanto che alcuni avevano chiesto ulteriori informazioni. Secondo indiscrezioni stampa, il fondo sovrano del Qatar sarebbe disposto a intervenire con circa un miliardi di euro. Il nuovo ad non ha voluto fare previsioni se il prossimo aumento di capitale sarà l’ultimo o meno, ma si è detto convinto che la banca ha ancora davanti a sé la possibilità di svolgere un ruolo nel panorama bancario italiano. I titoli MPS hanno chiuso con un +3,32% a 0,23 centesimi portando la capitalizzazione a 670 milioni.

 

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