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Bancarotta fraudolenta, imprenditore in manette Cronaca

Questa mattina i finanzieri di Pontassieve hanno dato il via  all'operazione «camaleonte». Il gip Pezzuti, su richiesta del pm Turco,  ha ordinato la custodia cautelare nei confronti di un impenditore di 57  anni della Valdisieve, accusato di frode fiscale e bancarotta  fraudolenta. Contemporaneamente gli agenti hanno perquisito anche lo  studio e l'abitazione di un avvocato di Firenze.
Le indagini. Nascono nell'ottobre 2010. Gli agenti hanno accertato  un'intricata struttura di società che aveva come unico scopo quello di  evadere le tasse, e ostacolare i creditori che hanno compiuto vendite  con la società oggetto di indagine.
L'evasione fiscale. Accertati 54 milioni di tasse  nonversate, grazie a  una catena continua di fallimenti societari, in tutto 7 dal 2005 al  2010. La cifra è suddivisa in: 45 milioni di ricavi non dichiarati, 8.3  milioni di Iva non versata, 450.000 di Irap, e ritenute Irpef per  618.000 euro.

La struttura societaria. L'imprenditore gestiva una serie di società  intestate a dei prestanome reclutati tra i suoi dipendenti. Queste  aziende, impiegate nella vendita di prodotti elettrodomestici ed  elettronici, avevano punti vendita (spesso anche affiliati a noti brand  del settore) in tutto il centro Italia. Per tutte queste società non è  mai stata presentata alcuna dichiarazione fiscale, non sono stati  effettuati i versamenti di imposte né tanto meno le ritenute fiscali  sulle retribuzioni dei dipendenti.
I clienti truffati. Sono in tutto una dozzina le aziende che dal 2005  hanno venduto merci per 30 milioni di euro, senza essere mai pagate. In  questo modo le varieaziende del sodalizio criminale chudevano con un  enorme passivo, arrivando quindi al fallimento e al conseguente  passaggio in un altra società. Tutto questo accadeva poco prima che i  creditori avviassero le dovute azioni legali per il recupero dei loro  crediti.
L'imprenditore. Aveva un tenore di vita molto alto. Viveva in una villa  nel comune di Rufina, con piscina coperta e riscaldata, ed era solito  utilizzare autovetture di grossa cilindrata (l'ultima è stata una  Mercedes CL 63 AMG del valore di oltre 150.000 euro).

 

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