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Banche: la Bce boccia il Monte dei Paschi Economia

Siena – Il Monte dei Paschi ha conquistato la maglia nera d’Europa. La banca senese è infatti l’istituto bancario europeo bocciato con il peggior voto dalla Banca Centrale Europea che per dieci mesi ha testato la solidità del sistema bancario del vecchio continente. Secondo il verdetto MPS non ha le reni abbastanza solide per affrontare nuove eventuali turbolenze: all’appello mancano 2,11 miliardi di euro, lo shortfall più alto di quello riscontrato per le altre banche “bocciate” e che ora hanno un paio di settimane di tempo per indicare come intendono reperire i fondi necessari per colmare l’ammanco.

A non passare l’esame per carenza di capitale sono rimaste 13 sulle 131 sottoposte al doppio esame dell’’asset quality reviewe lo “stress test”: due italiane (oltre MPS anche Carige per 814 milione) e il resto greche e cipriote per un ammanco totale di 9,7 miliardi di euro.  Il tallone d’Achille di MPS è stato lo stress test che ha evidenziato il consistente ammanco nonostante il recentissimo aumento di capitale di 5 miliardi di euro. Per la banca senese, già da tempo in acque tempestose, il verdetto è un nuovo duro colpo dalle conseguenze ancora imprevedibili.

Come rimediare?  Se dovesse decidere di non rimborsare nei tempi previsti l’ultima tranche dei Monti Bond,  lo shortfall scenderebbe a 1, 35 miliardi di euro ( una riduzione che però dovrebbe ottenere il beneplacito  della Commissione Europea  in quanto MPS è sottoposta al controllo di Bruxelles per aver ricevuto l’aiuto di Stato).  E il resto?  Nel menu figurerebbero vendite di asset,  prestiti subordinati , emissioni di obbligazioni convertibili e forse anche un nuovo aumento di capitale.  Il compito di stilare la ricetta dei rimedi è stata  affidata dal Consiglio di Amministrazione di MPS a UBS e Citigroup,  una mossa che ha subito rilanciato voci secondo cui nel futuro della banca più antica del mondo potrebbero esservi nozze con un altro istituto.  Già prima della bocciatura da parte della BCE si facevano nomi di banche interessate a portare la “bella senese” all’altare.   Nel suo lungo comunicato il cda precisa di aver nominato UBS e Citigroup come advisor finanziari per “valutare tutte le opzioni strategiche a disposizione della banca”.   Un’eventuale operazione di concentrazione potrebbe non dispiacere  alla Banca d’Italia . Il suo vicedirettore generale Fabio Panetta ha infatti indicato che l’isitituto di via Nazionale ne sarebbe“estremamente felice, se fosse un’operazione in grado di rilanciare l’offerta di credito all’economia reale e rafforzare la solidità del

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