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Banche, la galassia delle Bcc resiste alla crisi Economia

Se l'Eba (l'autorità bancaria europea) chiede un Core Tier 1, ovvero un rapporto tra patrimonio e impieghi, di almeno il 9%, e non tutte le banche italiane sono in linea coi requisiti (basti pensare a Banca Mps, per rimanere in Toscana ) le Bcc della regione rispondono con un valore oltre il 14% calcolato a settembre. Una realtà frazionata tra piccoli istituti che oggi, messi insieme, valgono 10,4 miliardi di euro di impieghi, oltre 11 miliardi di raccolta diretta, oltre 1,3 miliardi di patrimonio. E ancora, 302 filiali, 76mila soci, 55mila semplici correntisti. E una quota di mercato superiore al 10%, cresciuta negli ultimi anni, che fa della galassia delle Bcc la terza realtà bancaria in Toscana, secondo quanto ha affermato il presidente della federazione regionale Florio Faccendi in una conferenza stampa.
Il ritmo degli impieghi dal 2008 a oggi, ha affermato il presidente, è cresciuto di un paio di punti più rispetto alle altre grandi banche: una politica che ha permesso al credito cooperativo, già forte di una rete diffusa di sportelli che raggiunge anche le zone più disagiate della Toscana, di guadagnare quote di mercato. "Dall'inizio della crisi – ha spiegato Faccendi – abbiamo aumentato i finanziamenti di 2,4 miliardi di euro. Certo, il prezzo che stiamo pagando è caro, ma una Bcc non può non condividere le sorti della propria comunità di riferimento". La crisi infatti vale per tutti, e dalle imprese arrivano voci secondo cui anche le Bcc, più prodighe dei grandi istituti dal 2008 fino a oggi, comincerebbero ad essere di manica più ristretta nei finanziamenti. "Le Bcc in alcuni momenti – ha ricordato il presidente – si sono trovate da sole a sostenere l'economia del territorio, e abbiamo dovuto dividere la liquidità che c'era fra tutti: non in una logica di credit crunch, ma per premiare i soci che fanno un'attività legata alla crescita imprenditoriale". Esempi di "tradimento" della mission delle Bcc come nel caso del Credito Cooperativo Fiorentino di Denis Verdini, per il quale è attesa a breve una decisione definitiva di Bankitalia, in futuro non dovrebbero essere possibili: tutte le Bcc hanno infatti approvato i nuovi statuti per eliminare alcune potenziali crepe nella governance.

Nella foto: a sinistra il presidente della Federazione regionale delle Banche di credito cooperativo Florio Faccendi

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