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Bandiere colorate e cartelloni: la pacifica battaglia di chi combatte la guerra Cronaca

Sono oltre cento, armati di cartelli e striscioni, con un’enorme bandiera della pace che colora il serpentone che si snoda tutt’attorno al comando militare di piazza San Marco. Sono il pacifico drappello di pacifisti che, con alla testa la consigliera comunale Ornella De Zordo e don Alessandro Santoro, il prete delle Piagge, com’è conosciuto a Firenze, protesta chiedendo il taglio delle spese militari. Alcuni ragazzi distribuiscono un volantino ai passanti che inizia con una citazione di Alex Zanotelli: “E’ mai possibile che in questo paese nel 2010 abbiamo speso per la difesa ben 27 miliardi di euro? E’ mai possibile che a nessun politico sia mai venuto in mente di tagliare queste assurde spese militari per ottenre I fondi necessari per la manoivra invece di farli pagare ai cittadini?”.
“In una città come Firenze, in questo momento particolare, ritengo che sia importante dare un segnale che rompa la cultura supina della guerra, verso cui c’è un’accettazione venata dal senso dell’impotenza – spiega don Santoro –  Bisogna riuscire a trovare forme e modalità per rompere la cultura economica della guerra. Inoltre, basta fare due conti per rendersi conto che eliminando le spese di guerra si potrebbe risolvere il problema della crisi. Mentre questi lunghi e dispendiosi conflitti non hanno mai risolto niente, oltre ad appesantire il carico di dolore e sofferenza inevitabilemnte legati alla guerra”.
Nel corteo che gira attorno alla caserma anche il consigliere comunale Tommaso Grassi e il vicepresidente del consiglio provinciale Sandro Targetti. Ma soprattutto, nessuna bandiera di partito, nessun simbolo politico, tanti ragazzi, giovanissimi, entusiasti, alcuni con esperienze di volontariato in zone di conflitto.
Don Santoro accenna anche alla Cappelleria militare: “Trovo inconcepibile che un sacerdote come me abbia le stellette e sia pagato dal Ministero della Difesa. A quanto ne so io, questa istituzione non è mai stata messa in discussione dalle gerarchie ecclesiastiche”.
Le scritte sui cartelli sono inequivocabili: “Non pago le vostre guerre”, “Nessuna bomba è una cosa intelligente”, “Stop alla guerra in tutto il mondo”. Ma soprattutto la grande sfida: cambiare il mondo rendendolo un luogo più umano significa cancellare la guerra.

 

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