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Bando Erp, i “dimenticati” dall’Isee Cronaca

Firenze – L’introduzione fatta dalla Legge Saccardi del calcolo dell’Isee recepita dal Comune di Firenze per il nuovo bando Erp (che limita a 16.500 euro annui dell’intero nucleo famigliare l’accesso) lascia indietro tutta una serie di soggetti che si trovano in difficoltà qualora intendano avanzare domanda per l’assegnazione  dell’alloggio popolare. Fra questi “lasciati indietro” caso evidente sono le giovani coppie, ma in realtà il problema riguarda tutte le situazioni in cui avvenga una “scissione di nucleo”.

Del resto, l’individuazione del nucleo famigliare è regolato da una norma precisa, l’articolo 4 del DPR. 30 maggio 1989/223, che recita: “Agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune … “. Al di là dei legami che intercorrono fra le persone infatti, che vanno dal matrimonio all’affinità ai semplici vincoli affettivi, è l’elemento della “coabitazione” a far inceppare il sistema. Un nodo che taglia le gambe tutte le volte che ad accedere alla casa popolare siano nuclei famigliari che vogliono “scindersi”. Tornando alle “giovani coppie”, per fare un esempio, la loro dichiarazione Isee, se non coabitano di già (magari proprio perché non hanno i soldi per pagarsi la casa) è legata al nucleo famigliare di origine: ciò significa che i due “fidanzati” presenteranno ognuno l’ISEE della famiglia di origine, quella del cui nucleo fanno parte. Anche in caso di matrimonio infatti, se i due non coabitano formando un nuovo nucleo famigliare, dovranno giocoforza presentare l’ISEE del nucleo originario, fornendo di fatto un reddito che spessissimo è superiore alla soglia richiesta.

Non solo. La questione è ancora più complessa. Pensiamo a un nucleo famigliare numeroso: ad esempio, una coppia di genitori, nonna, zio, un fratello, una sorella. Siamo già a sei persone. Nel caso in cui il reddito che entra in famiglia sia uno solo, spalmato sui sei componenti, risulterà sicuramente basso, e la famiglia sarà ammessa al bando. Ma se nello stesso nucleo famigliare in cui più componenti lavorano, genitori e un figlio volessero scindersi e chiedessero di entrare in graduatoria? In questo caso, il reddito Isee da presentarsi sarebbe pur sempre quello di sei persone, non di tre (coloro che vogliono separarsi) come sarebbe naturale e opportuno. Ancora: che succede nel caso in cui a voler richiedere l’alloggio popolare fossero altri componenti della famiglia, magari i nonni? Anche per loro, il reddito Isee su cui basarsi rimane sempre quello di sei persone, mentre i due anziani potrebbero percepire una sola pensione, magari anche bassa. Dunque, il problema che si pone è: come si fa per far entrare in graduatoria persone di cui non si sa precisamente l’Isee, dal momento che è calcolata comunque come intero nucleo famigliare?

A dire la verità, sebbene molte Regioni giacciano nella stessa condizione della Regione Toscana, ovvero non abbiano ancora trovato una soluzione (ad esempio l’Emilia-Romagna), la Regione Lombardia un passo avanti l’ha fatto. Infatti, ha introdotto una “finestra” nella dichiarazione dei redditi che riguarda la voce “Isee-Erp”. Un calcolo insomma del reddito appositamente compilato per l’accesso al bando Erp, che permette di individuare calcoli reddituali certi da utilizzare nell’edilizia popolare. La soluzione corretta, come viene suggerito, sarebbe che l’Associazione Nazionale delle Regioni chiedesse al Ministero di aprire una finestra in più nell’Isee, denominata Isee-Erp, secondo l’esempio lombardo, il che permetterebbe una risoluzione del problema per tutto il territorio nazionale in modo uniforme.

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