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Bankitalia: economia ancora in crisi, ma l’export toscano vola Economia

Che il 2012 non sarebbe stato l’anno della fine della crisi lo si sapeva da tempo. Ma forse si poteva sperare in qualche timido segnale di ripresa. E invece così non è. Le anticipazioni sul rapporto annuale che Bankitalia redige per ogni singola regione descrivono per la Toscana un quadro congiunturale in ulteriore deterioramento. Secondo il rapporto presentato stamane nella sede fiorentina della Banca d’Italia, l’economia reale è sostanzialmente ferma, la domanda interna è in calo, il traino della domanda estera sta rallentando. L’export tiene sostanzialmente grazie al comparto dei metalli preziosi, rappresentato essenzialmente dalla produzione di lingotti d’oro radicata nel distretto industriale di Arezzo. Quasi la metà delle imprese intervistate da Bankitalia ha denunciato un calo del fatturato e circa un terzo prevede di ribassare le spese per investimenti, già molto ridotte. I livelli occupazionali reggono, incredibilmente, ma in larga misura grazie al ricorso agli ammortizzatori sociali. Il credito alle imprese si è ridotto ancora, quello alle famiglie è stazionario.
Industria. Nel primo semestre del 2012 la produzione industriale è scesa del 4,5% rispetto all’analogo periodo del 2011. Il calo ha interessato tutti i settori, in particolare tessile-abbigliamento, legno e mobilio. Gli ordinativi di prodotti industriali sono calati del 5,4%. Il 48% delle imprese intervistate denunciava a Settembre un calo del fatturato  nominale mentre un terzo del campione ha dichiarato di voler ridurre le spese programmate per investimenti.
Costruzioni.  La situazione resta difficile sia per quanto riguarda l’edilizia residenziale (il mercato delle transazioni immobiliari ha perduto un quinto rispetto all’anno precedente) che quella pubblica (qui il valore complessivo dei bandi di gara è calato del 17%). Ben oltre il 60% delle imprese edili intervistate ha dichiarato un calo dell’attività, circa un terzo chiuderà in perdita, e il 75% non prevede una ripresa nel 2013.
Servizi. Anche in questo settore la metà delle imprese dichiara una contrazione del fatturato. Le vendite al dettaglio si sono ridotte del 5,7% a causa della riduzione del potere d’acquisto delle famiglie. Anche le presenze turistiche, dopo un  biennio di crescita, si sono contratte.
Export. Il contributo dell’export all’economia regionale mantiene un segno positivo. Nel primo semestre 2012 le vendite nominali all’estero sono cresciute del 10,7% rispetto all’analogo periodo del 2011, un valore superiore a quello dell’export italiano nel suo complesso (4,2%). Un quinto delle esportazioni dalla Toscana (circa un ottavo dell’export italiano) è rappresentato dal comparto dei metalli preziosi, ovvero dall’attività di lavorazione di oro non monetario e produzione di lingotti dislocato prevalentemente nella provincia di Arezzo, esportato principalmente in Svizzera, hub europeo dello smistamento di oro. Alla buona performance dell’export hanno contribuito, anche se in misura minore, anche il sistema moda e il comparto della meccanica.
Mercato del lavoro. Nonostante il deterioramento del quadro congiunturale i livelli occupazionali sono rimasti pressoché stabili. La diminuzione del numero di addetti nell’industria (-3,8%) e nell’edilizia (-0,6%) è stato in parte compensato dalla lieve crescita nel comparto dei servizi (+2,1%). Bankitalia spiega il dato con l’ampio ricorso agli ammortizzatori sociali. Le ore di Cig autorizzate nei primi 9 mesi dell’anno sono aumentate del 5,6%. Complessivamente il tasso di disoccupazione è salito al 8,1% a causa dell’aumento di persone in cerca di lavoro.
Credito. Tra banche e società finanziare la riduzione del credito erogato alle imprese è arrivato al -5,4%. Se da un lato l’offerta resta ancorata a criteri molto selettivi e viene scoraggiata dall’aumentare di situazioni di sofferenza, dall’altro è anche vero che la mancanza di ordinativi e di spese per investimenti ha determinato anche un calo della domanda. Sul fronte del credito alle famiglie, rimasto stazionario, Bankitalia rileva il 40% in meno rispetto al 2011 di erogazioni di nuovi mutui. L’aumento dei depositi (+ 4,4%), che ammonta complessivamente in Toscana a 48 miliardi di euro, sembrerebbe dovuto alla presenza di condizioni remunerative più elevate per le forme vincolate e forse a un comportamento dei risparmiatori più prudente, con scelte che hanno privilegiato forme di deposito “sicure” come i Titoli di Stato. Bankitalia rileva in generale, anche in Toscana, un progressivo deterioramento della qualità del credito, con il passaggio di molte situazioni a sofferenza, soprattutto per le imprese del settore edile.
 

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