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Tagli alle Province, Barducci: “Col Governo incontro deludente” Politica

Dopo il rinvio per impegni non posticipabili del sottosegretario Catricalà, si è tenuto l'atteso incontro a Roma fra Governo ed enti locali in merito al decreto sulla spending review di prossima emanazione. Argomento non privo di controversie, che sta facendo discutere in questi giorni soprattutto per ciò che riguarda il riassetto degli enti locali.

Barducci: “Non ci sono stati forniti chiarimenti” – Esce deluso dall'incontro il presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci, che in una nota diffusa sul suo profilo Facebook rende conto della sua amarezza: «non ci sono stati forniti chiarimenti sull'entità della revisione della spesa che il Governo andrà ad operare, nemmeno su temi cruciali come la sanità o il trasporto pubblico locale. E ancora, stavolta sulla riorganizzazione delle Province: «sono mancate le indicazioni sulle modalità del tanto annunciato riordino istituzionale. Abbiamo solo capito che tutti gli enti locali dovranno contrarre il numero dei dirigenti e dei dipendenti, senza alcuna distinzione tra enti virtuosi, cioè con un personale proporzionato al numero di abitanti del territorio, o meno».

Le tre aree vaste – Proprio su questo tema Barducci insiste, politicamente in linea con quanto sostiene il presidente della Regione Rossi, che il risparmio vero e la tanto anelata “efficienza” amministrativa si otterrebbero tramite la creazione di tre maxi-province: «si pensi seriamente a rimodulare il territorio e il tessuto economico toscano in tre grandi Province – spiega Barducci –  corrispondenti alle tre aree vaste della nostra Regione, cioè la Toscana centrale, la Costa e il Sud.

Spini: “Con la spending review la Città Metropolitana diventa necessaria” – L'ex ministro e attuale presidente della commissione Affari Istituzionali Valdo Spini, impegnato per la costituzione della Città Metropolitana nell'area fiorentina, a questo proposito ha fatto intendere che proprio in virtù «delle necessità imposta dalla revisione di spesa» essa sarebbe la soluzione più appropriata nell'ambito del riordino degli enti locali, una «necessità».

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