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Baschini: «Quel colpo di pistola mi è partito per sbaglio» Notizie dalla toscana

L’avvocato difensore di Elso Baschini aveva chiesto al giudice per le indagini preliminari di Firenze, Angelo Pezzuti, di liberare  il suo assistito. Tenuto conto dell’età di Baschini e del fatto che si è dichiarato innocente, aveva detto il legale Cristiano Iuliano, al settantatreenne potrebbero essere concessi gli arresti domiciliari. Il gip fiorentino, però, ha confermato il fermo cautelare in carcere. Questo in quanto si deve ancora capire se l’uomo accusato di essere l’autore dell’attentato del 4 dicembre all’arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori, abbia agito per risentimento nei confronti della Curia fiorentina a causa di un lascito di una nobildonna che attendeva per sé e che, invece, è stato destinato alla Chiesa di Firenze, oppure se a guidare le sue azioni sia stato semplicemente il desiderio di ottenere dei soldi derubando il vescovo ed il suo segretario, quel Paolo Brogi che ha ferito quasi a morte con un colpo all’addome. Iuliano ha chiesto un confronto fra Betori, Brogi e Baschini, puntando sul fatto che i due religiosi hanno più volte dichiarato di non essere sicuri dell’identità dell’aggressore a causa del buio e del brevissimo tempo in cui si è svolto l’agguato di piazza dell’Olio. Quanto però depone a sfavore di Baschini è soprattutto il fatto che, durante l’incontro con un amico marocchino tenutosi in Questura e registrato dalle videocamere piazzate dagli agenti della polizia fiorentina, gli avrebbe riferito: «Quel colpo di pistola mi è partito per sbaglio». Contro Baschini anche il fatto, appurato dagli inquirenti, che il 5 novembre, ossia il giorno dopo l’attentato al vescovo, si è tinto i capelli e tagliato il pizzetto.

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