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Basilica San Lorenzo, Stabat Mater in chiave rock per i restauri Cultura

Firenze – Un concerto in chiave moderna nella Basilica di San Lorenzo per raccogliere fondi per la restaurazione del pulpito. Questa l’idea che ha unito le forze dell’Opificio delle Pietre Dure, dell’Opera Medicea Laurenziana e del Lions Club International, grazie al lavoro artistico del compositore Franco Simone.

Il concerto concilia la poesia religiosa di Jacopone da Todi “Stabat Mater” e il rock moderno in un arrangiamento suggestivo che diverrà magico all’interno della Basilica il prossimo 6 Marzo.

“Abbiamo scelto il primo venerdì di quaresima per la rappresentazione”, ha spiegato Fiorenzo Smalzi, ex governatore Lions Club International e moderatore della conferenza stampa di presentazione sotto il chiostro di San Lorenzo, “siccome lo Stabat Mater affronta il tema della crocifissione”.

Il pulpito della Resurrezione è stato restaurato un anno fa, grazie a un ingente contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, ma per quest’altro pulpito non sono previsti fondi che permettano di coprire il lavoro – il cui costo complessivo ammonterebbe a 250 mila euro. I Lions contribuiranno insieme all’Opera Medicea Laurenziana, insieme a Confindustria, a Chianti Banca, all’Ente Cassa di Risparmio e ad altri enti privati: inoltre la pedana d’ingresso al primo pulpito restaurato, del costo di un euro a persona, ha già raccolto 30 mila visitatori, come ha dichiarato Enrico Bocci, Presidente dell’Opera Medicea Laurenziana. Ma 250 mila euro sono tanti, perciò è necessario anche l’apporto della cittadinanza tramite l’acquisto dei biglietti per lo spettacolo. La donazione potrà avere un valore minimo di 20 euro ma saranno ben accolte cifre superiori. In tutto la Basilica può ospitare 800 posti nella navata centrale.

Questo secondo pulpito necessita di un lavoro più complesso, come spiega Mariadata Mazzoni dell’Opificio delle Pietre Dure: “non è completamente in asse con le colonne, presenta problematiche di pulitura diverse da scena a scena, inoltre sono presenti anche delle parti in legno intagliato”.

Perché una chiesa antica come San Lorenzo ha deciso di ospitare un concerto così rivoluzionario? Per Mons. Vasco Giuliani “i cristiani non devono rifugiarsi nelle espressioni religiose del passato”, ma possono trovare contenuti di fede nella modernità, anche in una rivisitazione insolita di Jacopone da Todi – si potrebbe aggiungere, per la buona causa del restauro. Inoltre, l’opera potrebbe elevarsi a una rappresentazione universale della sofferenza, acquisendo caratteristiche trasversali. Per l’autore Franco Simone, Jacopone da Todi è stato “capace di raccontare il dolore come se fosse la metafora di tutto il dolore dell’umanità. Questo progetto di arrangiamento era un sogno rimasto in testa per una trentina d’anni”.

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