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Battaglia Anghiari: Renzi al Ministro “volere è potere” Politica

Se il Ministro per i Beni Culturali Lorenzo Ornaghi “ha paura ad autorizzare ciò che viene autorizzato costantemente in tutti i restauri del mondo, aspetteremo che cambi Governo”.  E’ questo in sintesi il duro messaggio inviato per lettera dal Sindaco di Firenze Matteo Renzi a Roma al Ministro Ornaghi dopo i ritardi per l'autorizzazione alla seconda fase della ricerca sulla Battaglia di Anghiari, che potrebbe trovarsi dietro un affresco del Salone dei 500. Renzi si dice pronto a sospendere le ricerche, “già autorizzate”, in accordo con lo sponsor che le finanzia. “Da quasi cinque secoli la comunità fiorentina discute (e litiga, siamo a Firenze, scrive scherzosamente Renzi) sulla possibilità che il capolavoro di Leonardo da Vinci ‘La Battaglia d'Anghiari’ sia nascosto nel Salone dei 500 dietro un affresco del Vasari. Nel corso degli anni vari gruppi di ricerca hanno svolto indagini in questa direzione. E addirittura poco più di trent'anni fa alcuni tecnici del Ministero, con l'autorizzazione delle Sovrintendenze, hanno proceduto, invano, allo strappo di diversi metri quadrati di un altro affresco del Vasari sulla parete Ovest. L'affresco è stato poi rimesso a posto, senza aver ottenuto risultati apprezzabili. Le ricerche dell'ing. Seracini – supportate dalla Città di Firenze, dall'Università della California di San Diego e sponsorizzate da più privati, coordinati in quest'ultima fase da National Geographic – hanno prodotto invece risultati inoppugnabili. Il primo e più evidente dei quali è che le teorie degli uffici del Ministero che produssero lo strappo del Vasari in Parete Ovest erano del tutto erronee, avendo Leonardo realizzato l'opera sulla parete opposta antecedente l’intervento architettonico del Vasari stesso. In particolar modo nelle indagini condotte tra novembre e dicembre 2011 Seracini e il suo team – sotto il diretto controllo del Ministero, con le autorizzazioni del Comune e della Soprintendenza e per il tramite dell'Opificio delle Pietre Dure – hanno potuto estrarre del materiale dall'intercapedine esistente sotto la Battaglia di Scannagallo del Vasari: grande è stata l'emozione quando abbiamo rinvenuto tracce di materiale colorato che danno finalmente la certezza della presenza di una pittura sulla parete celata sotto l'opera del Vasari”.

Renzi ricorda come la sonda che è stata inserita nel muro, di appena 4 millimetri, mostra in modo evidente la traccia di pennellate, come testimoniano i video, già visionati dal Ministero.

Per Renzi c’è “dunque la certezza di avere un'opera pittorica: non è più un'ipotesi ma un dato di fatto. Un risultato storico, una pietra miliare in questa ricerca”.

Quindi precisa che “non sbagliavamo noi,  e che non erano sbagliate neanche le tecniche utilizzate”,  nonostante le  denuncie penali presentate da associazioni e comitati,  e che la Procura ha comunque archiviato.

Poi però, dopo che a  marzo,  “privatamente e pubblicamente”, Renzi abbia chiesto il nulla osta per la seconda fase della ricerca, e la Soprintendente Acidini non abbia opposto resistenza, Roma tace.

“Non stiamo chiedendo la luna, né complicate operazioni di strappo, già fatte peraltro in passato dai tecnici del Suo Ministero. Ci stiamo limitando a chiedere di rimuovere qualche centimetro di restauro ottocentesco per avere la certezza della consistenza dell'opera di Leonardo”

“Il Suo dicastero, se vuole, ha gli strumenti per mettere la parola fine a questa vicenda autorizzandoci a capire in che stato si trova la Battaglia d'Anghiari che il team di Seracini ha localizzato e le cui prime tracce sono state già prelevate e offerte all'attenzione delle analisi di laboratorio”.

“Mai come in questa vicenda volere è potere. Ma se Ella e i Suoi collaboratori preferiscono prendere tempo, non esprimendosi, non sarà la mia Amministrazione a giocare al rinvio per lucrare un po' di visibilità internazionale. Noi siamo seri e sappiamo distinguere tra serie ricerche scientifiche e operazioni di immagine spot”.

Quindi l’ultimatum di Renzi: “Ho scritto a National Geographic – che sostiene la spesa dell'intervento e che riconosce un contributo di 250.000 dollari alla città di Firenze, perché l'Amministrazione Locale ha dimostrato che certe operazioni si possono fare senza costi per il contribuente ma anzi con un ritorno economico – per evidenziare come la posizione debole e interlocutoria degli uffici del Ministero nei fatti impedisca di vere le risposte che cerchiamo. Ho dunque invitato il privato che sostiene la ricerca a sospendere i lavori, finché non ci sarà una chiara autorizzazione da parte Sua o più probabilmente del Suo successore”.

“Mi rimane l'amaro in bocca”, conclude Renzi.

Che già pensi di essere lui al Governo prossimamente?

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