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Bekaert: piano industriale presentato al Mise “insufficiente” Economia

Firenze – “Insufficiente” è stato definito da sindacati e istituzioni l’incontro avvenuto oggi a Roma per risolvere la crisi dell’azienda Bekaert di Figline Valdarno presso il Ministero dello Sviluppo economico.

“Il piano industriale, per quello che ci è stato presentato oggi al Mise, risulta insufficiente” dichiara Francesca Re David segretaria generale della Fiom Cgil Nazionale. Per la Uilm Firenze Arezzo, all’incontro di oggi al Mise piccoli passi avanti, anche se restano criticità.

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, giudica invece un passo avanti quello compiuto oggi al tavolo convocato al Ministero dello sviluppo economico.

All’incontro, presieduto dalla Sottosegretaria Alessandra Todde e dal Vice Capo di Gabinetto Giorgio Sorial, hanno preso parte l’advisor Sernet S.p.A., i rappresentanti dell’azienda, della Regione Toscana, il Sindaco del Comune di Figline Valdarno e le sigle sindacali.

“Nel corso della riunione – è scritto in una nota del Mise – è stato fatto il punto sullo stato di avanzamento del processo di reindustrializzazione del sito ed è stato fornito un quadro aggiornato del piano di ricerca di investitori. La Sernet ha informato che, allo stato attuale, sussistono due manifestazioni di interesse. La prima da parte delle Trafilerie Meridionali S.p.A., un’azienda abruzzese che opera da 60 anni nel settore delle trafilature e specializzata nella produzione di Bead Wire, la seconda da parte della costituenda cooperativa dei lavoratori.

La prima manifestazione d’interesse prevederebbe lo stanziamento di 21 milioni di euro di investimenti e la compartecipazione di altri soggetti in qualità di partner industriali e finanziari. Relativamente alla seconda manifestazione d’interesse, la costituenda cooperativa di lavoratori è un’iniziativa alla quale hanno aderito circa 70 lavoratori della Bekaert  che hanno fornito una bozza di piano, tuttora in fase di sviluppo, che si avvarrebbe del  supporto della Legacoop Toscana.

E’ fondamentale preservare il know how dello stabilimento di Figline Val D’Arno e che la solidità del piano industriale e dei soggetti coinvolti sia efficace per il progetto complessivo. Non vogliamo che venga perso un polo produttivo così importante per il Paese e per il territorio e vogliamo dare un futuro solido ai lavoratori”, ha dichiarato la Sottosegretaria Todde, annunciando una nuova convocazione del tavolo per novembre.

Entrambe le proposte avanzate finora, si propongono come obiettivo di reinserire l’intero perimetro dei lavoratori attualmente in CIGS e l’utilizzo dell’intera superficie dello stabilimento.

“Non ci riteniamo soddisfatti dell’incontro”, ha dichiarato Daniele Calosi, Segretario Generale della Fiom Cgil di Firenze che aggiunge: “a due mesi dalla scadenza della cassa integrazione per i 211 lavoratori, ci troviamo davanti a due sole proposte, di cui una frutto di un’iniziativa di alcuni lavoratori. Entro la fine dell’anno, in soli due mesi, non siamo in grado di valutare la solidità del progetto di Trafilerie Meridionali e del suo partner, peraltro sconosciuto. Ad oggi non è stato neanche ipotizzato il numero di lavoratori che potranno essere ricollocati. Accogliamo con favore l’apertura di Bekaert alla produzione dello steel cord che dà maggior certezza occupazionale a tutti i lavoratori rispetto alla sola produzione di filo tubo finora consentita dall’accordo. Resta però per noi inaccettabile trovarsi di nuovo nella condizione di dover fare una trattativa con il conto alla rovescia dei licenziamenti, per questo abbiamo chiesto alla multinazionale il ritiro della procedura di licenziamento”.

“Il piano industriale, per quello che ci è stato presentato oggi al Mise, risulta insufficiente” dichiara Francesca Re David segretaria generale della Fiom Cgil Nazionale che aggiunge: “il Governo deve rifinanziare la cassa integrazione in scadenza il 31 dicembre 2019 per le lavoratrici e i lavoratori della Bekaert e l’azienda deve ritirare i 211 licenziamenti. In questa fase di crisi economica e di transizione ecologica occorre riformare gli ammortizzatori sociali. La vertenza della Bekaert ha avuto il merito di aver riconquistato la cassa integrazione per cessazione, cancellata dal Jobs Act, ma è stata finanziata solo per un anno e quindi va rifinanziata finché non sarà avviato un vero piano di reindustrializzazione. In ogni caso qualunque sia la situazione ci devono essere pari diritti e salari per tutti i lavoratori”.

“Sicuramente il tavolo di oggi ha avuto un esito assolutamente insufficiente – ha spiegato la Sindaca di Figline/Incisa  Giulia Mugnai – rispetto alle nostre richieste. Insieme alla Regione Toscana e alle sigle sindacali abbiamo chiesto soprattutto che ci sia del tempo per questi lavoratori, in modo da poter valutare, analizzare e approfondire le proposte di reindustrializzazione, superando la scadenza del 31 dicembre. Proprio per questo, oggi abbiamo fatto un appello politico ancora più forte al Governo: riaprire il ragionamento sulla cassa integrazione per cessazione attività, prevedendo anche la  possibilità di una proroga. Si tratta di una proposta condivisa, perché ci consente di poter capire se le proposte presentate oggi, che include un’azienda che si occupa di filotubi oltre alla proposta della cooperativa dei lavoratori, siano effettivamente credibili. Per farlo, per lavorarci insieme agli investitori, seriamente, e per rendere possibile la reindustrializzazione dello stabilimento, però, serve tempo”.

Da parte sua la Uilm Firenze Arezzo ha affermato in una nota di aver verificato “alcuni aspetti positivi in quanto sono state finalmente presentate le bozze di due piani industriali. Il primo ha come soggetto “Trafilerie Meridionali” che, insieme ad un altro partner industriale ancora da finalizzare, ha presentato un piano che comporta l’investimento di 21 milioni di euro per il rilancio dell’attività del sito di Figline Valdarno.  Il secondo è la cooperativa dei lavoratori Bekaert, al quale l’advisor ha richiesto delle integrazioni per valutare la fattibilità dello stesso”.

La criticità – continua la nota della Uilm – “sta nei tempi di eventuale attuazione che vanno oltre la scadenza della cassa integrazione posta al 31/12/2019. Pertanto è stato preso l’impegno di un nuovo incontro entro novembre sempre presso il Mise per verificare l’evoluzione dei piani industriali e valutare strumenti per garantire la tenuta economica ed occupazionale ai lavoratori oltre la scadenza della Cig. Nella prossima settimana ci auguriamo di concordare un assemblea unitaria con tutti i lavoratori”.

“Intanto stavolta – così Enrico Rossi motiva il suo giudizio non negativo – al tavolo c’era una sottosegretaria (Alessandra Todde) e non soltanto una figura tecnica. L’Advisor ha fatto un buon lavoro. Siamo molto contenti del fatto che circa 100 lavoratori nel frattempo si siano ricollocati. Adesso é necessario salvare questo sito produttivo e dare lavoro agli altri. Riconfermo la disponibilità della Regione a far si che questo avvenga. È positivo che siano state prese in seria considerazione entrambe le proposte in essere, quella delle Trafilerie Meridionali e quella della cooperativa costituita da 70 ex lavoratori Bekaert. Potrebbe essere possibile anche che le due stiano insieme. Serve tempo, ma intanto incassiamo la disponibilità dell’azienda a concedere che a Figline si produca anche lo steel cord. È se oggi abbiamo in campo queste ipotesi lo si deve alla lotta dei lavoratori che da parte nostra abbiamo sempre sostenuto”.

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