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Bellezza e benessere, oltre 500 imprese, settore in crescita Breaking news, Economia

Firenze – Sono 10.428 le imprese della bellezza e del benessere in Toscana: parrucchieri, estetiste, palestre, centri benessere, manicure e pedicure. E’ un settore in crescita: dal 2012 conta 574 imprese in più, per circa 30mila addetti.

Il vero “zoccolo duro” del comparto è rappresentato dai saloni di parrucchiere, pari in Toscana a 7.012 imprese; seguono gli istituti di bellezza con 2.635 imprese, le palestre 321, i centri benessere 301, manicure e pedicure 106, secondo i dati forniti  da Unioncamere. 

La Toscana è al quinto posto fra le regioni italiane in cui le imprese che si occupano della cura della persona sono più diffuse. E Firenze è l’ottava provincia italiana per crescita in valore assoluto delle imprese del benessere (+144), mentre Pisa è la prima provincia in Italia per variazione percentuale di imprese nel settore benessere da giugno 2012 a giugno 2017: 10,9%.

In tutte le province toscane comunque nel periodo considerato il saldo fra imprese nate/chiuse in questo comparto è positivo: Firenze +144, Pisa +122, Siena + 56, Arezzo 48, Prato 45, Livorno 35, Lucca 34, Massa Carrara 33, Pistoia 30, Grosseto 27.

Commenta Massimiliano Peri, portavoce toscano degli acconciatori CNA: “A differenza di altri settori, il numero delle imprese della bellezza e del benessere aumenta. Su questo dato però possiamo esprimere solo un cauto ottimismo, in quanto le nostre imprese anche le più strutturate hanno avuto un forte calo delle presenze a fronte delle nuove aperture, ma anche al dilagare dell’abusivismo”.

E aggiunge: “Ogni impresa ha come concorrente un acconciatore o un’estetista o una manicure o pedicure invisibile al fisco. E il fisco da parte sua è per noi un socio occulto che nella Provincia di Firenze ad esempio  pesa per il 69,3% (dati  Osservatorio Cna Tax free day) ; fino al 9 settembre di ogni anno  l’imprenditore lavora  per produrre il reddito necessario ad assolvere gli obblighi fiscali e contributivi, e solo dopo quella data potrà destinare il reddito d’impresa alle proprie esigenze e a quelle della sua famiglia”. 

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