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“Ben Tornati”: l’esperienza dei giovani nei beni confiscati alle mafie diventa “stile di vita” Società

Firenze – Nel presentare il Progetto Ben Tornati che ha come scopo dare continuità durante tutto l’anno, e svilupparla, all’esperienza che ogni anno più di 1000 giovani conducono nei campi di lavoro nei beni confiscati alle mafie, Gianluca Mengozzi, Presidente di Arci Toscana ha sottolineato che “in un momento in cui la crisi aumenta le paure e gli egoismi che spingono ad isolarsi nella sicurezza del proprio particolare, c’è chi investe e scommette sulla partecipazione, sulla socializzazione costruttiva e sul ruolo dei giovani nella realizzazione di una società basata sulla cultura della legalità, più che sulla repressione dell’illegalità, come vera risposta ai vecchi e nuovi bisogni di sicurezza delle comunità”.

Ben Tornati nasce proprio dall’ idea di Libera, ARCI, Unicoop Firenze e CGIL Toscana di mettere a sistema le loro esperienze nella promozione della legalità e in particolare nei campi di volontariato che da anni portano studenti e pensionati a vivere l’esperienza dei campi di lavoro nei beni confiscati alle mafie.

Quella dei campi è un’esperienza ormai matura, nel 2014 ha coinvolto più di 1.000 giovani e che dall’inizio ad oggi è cresciuta di anno in anno, da qui l’esigenza di dare coscienza, importanza, ma soprattutto continuità all’esperienza dei campi di volontariato. Sul punto, Stamp ha voluto rivolgersi  a Gianluca Mengozzi per precisare i contorni e lo spirito di questa iniziativa.

Anzitutto, qual è obiettivo di “Ben Tornati”?

“Creare omogeneità nella formazione dei giovani che partono e che vivranno l’esperienza del campo di lavoro, ma, in particolare di dare continuità di esperienza e di rapporti stimolando il protagonismo e l’autonomia dei giovani che hanno partecipato e parteciperanno ai campi. Vorremmo che Ben Tornati fosse una palestra di cittadinanza sociale attraverso la quale chi ha vissuto un’esperienza forte possa essere in grado di rielaborarla e di far crescere qualcosa di concreto che possa avere storia e futuro”.

Avete individuato alcune piste di lavoro. Quali?

“Sono cinque ambiti che costituiranno il percorso del progetto : La sensibilizzazione e promozione dei campi di volontariato nelle scuole secondarie, l’università, i centri di aggregazione giovanile e le organizzazioni studentesche, con il coinvolgimento anche degli insegnanti e delle associazioni che operano sul territorio, attraverso l’organizzazione di eventi (conferenze, teatro, concerti, flash mob…); la formazione unificata in preparazione alla partenza e alla partecipazione ai campi tramite laboratori formativi, incontri testimonianza, presentazione di libri e film, visite ai luoghi della memoria; lo sviluppo di linee comuni e progettualità condivisa della formazione e dei temi di interesse comune; l’attività post campi con la realizzazione di percorsi per i volontari che intendono continuare ad impegnarsi sui temi della legalità e dei beni confiscati, rendendo loro stessi testimonial dei campi di lavoro 2016 attraverso progetti teatrali, di impegno nelle associazioni territoriali e dando loro ruolo attivo nella formazione, programmazione e promozione dei campi successivi. L’organizzazione di una “Due giorni della legalità” evento regionale in cui verranno coinvolti tutti i ragazzi che hanno partecipato ai campi insieme ai responsabili delle cooperative, autori giornalisti ed esperti.

Contemporaneamente stiamo realizzando un sistema di diffusione dei temi e delle attività che riguardano l’uso sociale dei beni confiscati con la produzione di materiale informativo/divulgativo e la creazione di un sito Ben Tornati che si propone, oltre che di indirizzare i ragazzi verso le associazioni che organizzano i campi (Libera e Arci), di creare una rete stabile dei partecipanti passati e futuri”.

Alla presentazione del progetto “Ben Tornati” è intervenuta anche la Vice Presidente della Regione Stefania Saccardi che ha parlato dell’importanza di tradurre l’esperienza dei giovani nelle terre confiscate alla mafia come promozione di uno “stile di vita”.

“La Toscana – ha aggiunto Saccardi – ha creato, prima regione in Italia, un tavolo con le associazioni impegnate in questo campo per la gestione dei beni sequestrati alla mafia e renderli fruibili per iniziative come questa” . La vice Presidente della regione ha anche anticipato che nei prossimi atti relativi alla programmazione del Fondo Sociale Europeo, “alcune delle risorse a disposizione del sociale saranno impiegate anche per la risistemazione di alcuni di questi beni confiscati i quali, una volta lasciati dalla mafia, spesso non sono immediatamente utilizzabili”.

La vice presidente Saccardi ha poi ricordato che la Regione sostiene la realizzazione di campi di lavoro antimafia ai quali ogni estate partecipano centinaia di giovani toscani fra i 16 e i 30 anni in attività di lavoro, formazione e scambio di esperienze realizzate nelle terre confiscate alle mafie della Sicilia, Calabria, Puglia e Campania. E che quest’anno, con i campi 2015, sarà la decima edizione di tale esperienza.

Il contributo regionale alle associazioni che realizzano le attività per il 2015 è di 40 mila euro,per 2 progetti distinti: “LiberArci dalle spine” realizzato da Arci Toscana e “E!State Liberi!” realizzato da Libera. Al primo, nel 2014, hanno aderito oltre 700 fra ragazzi e ragazze (che sono state la maggioranza, 77%) in età compresa tra 16 e 19 anni. Nel secondo l’estate scorsa sono stati coinvolti circa 300 ragazzi e ragazze toscani, grazie anche alla partecipazione al progetto di Agesci Toscana.

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